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Attacco globale del terrore. Tunisia, turisti uccisi in spiaggia

(AGI) – Roma, 26 giu. – Tunisia, Francia e Kuwait nel mirino degli islamisti. Tre attentati terroristici quasi in contemporanea hanno scosso i tre Paesi: in Tunisia, a Sousse, in un resort, colpi di kalashnikov contro bagnanti e turisti occidentali in vacanza; in Francia, in un’azienda di gas industriale nell’Isere, l’autore, oltre a far esplodere delle bombole, decapita un uomo e in Kuwait, a Kuwait City, un kamikaze si fa esplodere in una moschea sciita durante la preghiera del venerdi’.

Un attacco globale del terrore. TUNISIA – Due gli alberghi di lusso presi di mira a Sousse. Il racconto dei testimoni e’ ovviamente confuso ma altrettanto spaventoso: secondo alcuni gli jihadisti sono arrivati via mare, per altri a bordo di una piccola mongolfiera. Uno dei terroristi – poi ucciso dalle forze di sicurezza che hanno in seguito arrestato un complice – e’ uno studente non conosciuto alla giustizia, vestito come un comune bagnante, arriva in spiaggia con un kalashnikov nascosto nell’ombrellone. E fa fuoco: almeno 28 i morti (compreso l’attentatore), di cui 7 turisti di nazionalita’ britannica, tedesca e belga. Il panico si diffonde appena partono i primi colpi di arma da fuoco: i bagnanti in spiaggia fuggono nei rispettivi hotel e si barricano nelle stanze.

In Francia, nella regione dell’Isere, nel sito dell’azienda di gas industriale Air Products a Saint-Quentin-Fallavier, un uomo a bordo di un’auto forza l’ingresso e fa saltare delle bombole di gas, provocando una enorme deflagrazione. Due i feriti ma la ‘messa in scena’ jihadista e’ tremenda: la testa di un uomo decapitato viene trovata nel sito industriale, il suo corpo lasciato nelle vicinanze dell’azienda. Trovati anche brandelli di tessuto con iscrizioni in arabo. Gli inquirenti arrestato un uomo vicino al movimento salafita, di cui pero’ non risultavano contatti con terroristi. Si chiama Yassine Sali, non ha precedenti penali. Sarebbe arrivato in azienda a bordo di un’auto insieme al suo capo per fare una consegna. Avrebbe ucciso il suo capo e lo avrebbe decapitato, poi l’irruzione. La polizia inoltre avrebbe fermato una seconda persona.

In Kuwait, nella moschea sciita al Imam al Sadiq di Kuwait City, un uomo con indosso una cintura esplosiva si fa saltare in aria, durante la preghiera del venerdi’ al grido di “Allah e’ grande”. Il nuovo bilancio ufficiale fornito dalla ministero dell’Interno kuwaitiano e’ di 25 morti e 202 feriti. L’attacco e’ stato rivendicato dall’Isis. (AGI)

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