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Attenti ai microsleep, quei 3 secondi di sonno che causano 1 incidente su 5

Roma – Gli esperti li chiamano ‘microsleeps’, addormentamenti improvvisi che durano dai 3 ai 30 secondi e rischiano di essere fatali soprattutto per chi e’ alla guida. La Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno onlus stima che almeno un incidente stradale su cinque sia causato da un colpo di sonno. E, purtroppo, si tratta di incidenti che in molti casi causano morti, soprattutto tra le 20 e le 7 del mattino, raggiungendo l’apice intorno alle 4 di notte: 5,7 decessi ogni 100 incidenti. Se si pensa che, ad esempio, il 17% degli americani ha riferito di essersi addormentato durante la guida nel corso del 2014, si ha un’idea della portata del problema.

“Il rischio di incidenti legati al sonno e’ aggravato dal fatto che molti sono convinti che addormentarsi sia un processo lento”, spiega all’Agi il professor Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione e autore del volume “E’ facile dormire se sai come farlo (Bur, Rizzoli, 320 pagg.). “In realta’ soggetti privati del sonno possono entrare in qualsiasi momento in quella condizione di scarsa vigilanza definita microsleep, dove ci si addormenta per diversi secondi e durante il quale si e’ percettivamente ‘ciechi'”. Il fenomeno e’ quello che viene comunemente definito come dormire ad occhi aperti. Infatti, prosegue l’esperto, “gli occhi di alcune persone rimangono aperti durante i microsleeps ed e’ inquietante rilevare che in questi casi si e’ essenzialmente ciechi. Il cervello si trova in una condizione di sospensione rapida e incontrollabile della coscienza, situazione che, per l’appunto, puo’ essere incredibilmente pericolosa se si e’ alla guida”. “Un conducente che viaggia a una velocita’ di 90 chilometriorari, in tre secondi percorre circa 75 metri”, puntualizza infatti il professore. “A 130 chilometriorari, i metri percorsi nello stesso tempo sono 110.Tre secondi (ma anche piu’) e’ il tempo di un microsonno,al termine del quale un guidatore potrebbe aver sbandatoe deviato dalla linea della carreggiata, ed essere gia’ in pericolo”. (AGI)

Ma quali sono i soggetti piu’ a rischio? “Sicuramente i giovani, soprattutto maschi e di eta’ inferiore ai 26 anni. I lavoratori del turno di notte e i turnisti in generale – esemplifica Peverini – Le persone che lavorano piu’ di 60 ore a settimana, i conducenti commerciali a lungo raggio, i viaggiatori d’affari sotto effetto del jet lag. E le persone con disturbi del sonno o i soggetti affetti da apnea ostruttiva in sonno”. Prima di mettersi alla guida, dunque, il consiglio e’ di valutare sempre la propria condizione. Ad esempio, sottolinea l’esperto, “con meno di 6 ore di sonno si triplica il rischio di incidenti”. La prima parte della notte e le prime ore del pomeriggio “sono periodi in cui guidare e’ piu’ pericoloso”. E se lavoriamo piu’ di 60 ore a settimana, “il rischio di incidenti aumenta del 40%”.

Attenzione, infine, ai segni premonitori come “le palpebre che tendono ad abbassarsi o la testa che sembra pesante”. “La vista puo’ essere meno efficiente o sembrare sfocata o puo’ risultare difficile mantenere una corretta andatura. All’improvviso ci si rende conto di aver percorso un breve tratto sbandando e si e’ costretti a rettificare rapidamente lo sterzo. Altre volte – conclude il professore – non si ha memoria degli ultimi chilometri percorsi, non si seguono i segnali, ci si accorge di deviare troppo verso le altre corsie o si sente improvvisamente il frastuono delle bande rumorose poste in prossimita’ della corsia di emergenza. Ecco, in questi casi siamo stati fortunati”. (AGI) 

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