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Attenzione: l’asse Erdoğan-Putin può fare a pezzi l’Europa

Getty Images 587602312Il patto tra Russia e Turchia è il risultato dell’inesistente politica estera del Vecchio Continente e del disimpegno americano. E oggi, i due leader che un anno fa erano messi ai margini, hanno in mano le carte per cambiare il destino dell’Occidente. A meno che l’Europa…

11Agosto2016 –

Immaginiamo che Erdoğan attui davvero la minaccia di aprire le porte dell’Europa a 3 milioni di profughi, se non verrà concesso ai cittadini turchi di entrare in Europa senza il visto. Ed immaginiamo che, se gli sarà dato quel che vuole, dia la cittadinanza turca ai profughi siriani, ottenendo il medesimo effetto. Immaginiamo, insomma, che il presidente turco si prenda la sua vendetta fredda nei confronti del Vecchio Continente, che prima gli ha affidato le chiavi di casa e poi l’ha sostenuto con molto poco trasporto e fuori tempo massimo, mentre i carri armati dei golpisti sfilavano a Istanbul e Ankara.

Immaginiamo, ma nemmeno troppo. Perché questo è quel che probabilmente accadrà. Ed è ciò che prelude l’inedita e sorprendente alleanza tra Turchia e Russia, suggellata dalla stretta di mano tra Erdoğan e Putin del 9 agosto. Un patto in chiave molto più anti occidentale di quanto già oggi si teme esso sia, in cui il sultano fa la parte del poliziotto cattivo e lo Zar quella del poliziotto buono.

Già li possiamo vedere, i deboli e questuanti leader europei che chiedono udienza a Mosca, implorando l’amico Vladimir di riportare a più miti consigli il presidente turco. E già lo possiamo vedere, Putin, mentre approfitta della situazione per destabilizzare la neo presidente Clinton e il suo progetto di rilanciare la Nato in chiave anti russa. Nato di cui, tangenzialmente, la Turchia è il secondo esercito.

Già li possiamo vedere, i deboli e questuanti leader europei che chiedono udienza a Mosca, implorando l’amico Vladimir di riportare a più miti consigli il presidente turco. E già lo possiamo vedere, Putin, mentre approfitta della situazione per destabilizzare la neo presidente Clinton e il suo progetto di rilanciare la Nato in chiave anti russa

Il bello è che se riavvolgiamo il nastro a dodici mesi fa, Putin e Erdoğan erano due leader messi ai margini. Il primo, stava fronteggiando una violentissima crisi economica, figlia delle sanzioni economiche euro-americane dopo l’invasione della Crimea e del crollo del prezzo del petrolio. Il secondo, che voleva recitare un ruolo di regista del riassetto geopolitico mediorientale, era stato tagliato fuori dall’accordo tra Stati Uniti e Iran. Non bastasse, i due presidenti si erano messi pure a litigare tra loro, dopo che lo scorso 24 novembre un jet russo diretto in Siria era stato abbattuto dall’aviazione turca.

A distanza di otto mesi, ci ritroviamo di fronte a uno scenario completamente ribaltato. E se siamo in questa situazione, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è colpa di un’Europa debole e divisa. La cui inerzia ha resuscitato Erdoğan e Putin, al punto tale di farli diventare una minaccia per la sua stessa sopravvivenza. Quell’Europa che i leader nazionalisti lautamente finanziati dallo stesso Putin, vorrebbero ancora più divisa e debole, per inciso. E che, ne siamo certi, saranno i principali beneficiari di questa manovra a tenaglia dello Zar e del Sultano. Soprattutto se dalle frontiere turche passeranno, insieme ai profughi, anche i soldati dello Stato Islamico in uscita dalla Siria. Promemoria: l’anno prossimo si vota in Francia e Germania.

«L’Europa esiste. È più unita di quel che pensiamo», ha dichiarato ieri notte Elisa Di Francisca, dopo l’argento conquistato ai giochi olimpici di Rio de Janeiro nel fioretto. È stata la prima atleta della storia ad alzare la bandiera con le dodici stelle gialle in campo blu ai piedi di un podio olimpico. Speriamo che nelle cancellerie del Vecchio Continente qualcuno abbia visto quelle immagini e ci abbia pensato su. Perché se non cominciamo a pensare e agire uniti e non acceleriamo nel processo di unificazione, soprattutto nella politica estera, ci aspetta un 2017 ancora più difficile del 2016 da incubo che stiamo vivendo.

http://www.linkiesta.it/it/article/2016/08/11/attenzione-lasse-erdogan-putin-puo-fare-a-pezzi-leuropa/31457/

 

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