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Australia, turista Gb uccisa da francese "al grido Allah Akbar"

Bangkok – Una turista britannica di 21 anni e’ stata uccisa a coltellate in un ostello in Australia da un francese che gridava “Allah Akbar”. Un 30enne e’ rimasto gravemente ferito nell’attacco, avvenuto in un ostello della gioventu’ Shelley’s a Home Hill, circa 100 chilometri a sud di Townsville, nello stato nord-orientale del Queensland. E’ rimasto ferito, in modo non grave, anche un 47enne australiano intervenuto per difendere le vittime. Nel corso dell’aggressione, avvenuta davanti a una trentina di persone, riferisce il Guardian, e’ stato colpito a morte anche un cane dell’ostello.
Secondo la polizia l’aggressore, un 29enne che si trova in Australia da marzo con un visto temporaneo, ha agito da solo e avrebbe ripetuto la frase solitamente pronunciata durante gli attacchi jihadisti anche una volta arrestato dalla polizia. L’uomo e’ rimasto ferito durante l’attacco ed e’ ricoverato in ospedale, piantonato dalla polizia. 
La ragazza uccisa, stata identificata dai media australiani e britannici come Mia Ayliffe-Chung, di Derbyshire, si trovava in Australia per una vacanza-lavoro e prima di arrivare a Home Hill aveva lavorato come barista sulla Gold Coast. 

Le prime indagini indicano elementi di natura estremista, hanno riferito varie testimonianze che alluderebbero a un attacco di tipo jihadista. Il grido “Allah Akbar” dell’uomo è stato confermato anche dalle registrazioni delle telecamere poste sugli elmetti degli agenti accorsi sul posto. Le autorita’ non escludono alcun movente, “sia di natura criminale che politica”, anche se l’uomo “apparentemente non e’ collegato a gruppi estremisti”.

L’Australia è già stato teatro di un gravissimo attentato nel dicembre del 2014, quando a Sydney un uomo armato tenne in ostaggio 17 persone nel Lindt Cafè in Martin Place, nel centro finanziario della città. L’attacco si concluse con l’intervento delle teste di cuoio ma due ostaggi rimasero uccisi.
Morì anche l’attentatore, Man Haron Monis, arrivato in Australia nel 1996 come rifugiato e già noto per aver lanciato una campagna d’odio contro i soldati australiani impegnati in Afghanistan. (AGI)
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