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Azzollini: Renzi su "no" arresto "Non siamo passacarte Procura"

(AGI) – Roma, 31 lug. – Matteo Renzi difende il comportamento dei senatori, e di quelli del pd in particolare, sul caso Azzollini: “maturita’”, scandisce il premier in conferenza stampa, difendendo il voto con cui l’Aula di Palazzo Madama ha detto ‘no’ all’arresto del senatore. “Il Pd e’ quel partito che quando si e’ trattato di mandare in galera un proprio deputato lo ha fatto perche’ non riteneva ci fosse fumus persecutionis. Lo considero un segno di maturita’”, ha spiegato il premier aggiungendo che “non siamo al bar dello sport” e in gioco c’era “la liberta’ o la privazione della liberta’ di una persona”. Per questo, ha continuato, “ho molta fiducia nel lavoro dei senatori”, concludendo con una stoccata: “I senatori non sono passacarte della Procura di Trani”. E’ proprio Palazzo Madama il centro di quelli che renzi definisce “incidenti” all’interno del Pd.

Il caso Azzollini, prima, con la scia di polemiche innescate dalla dichiarazione della vice segretario, Deborah Serracchiani – “Francamente credo che ci dobbiamo anche un po’ scusare, perche’ non abbiamo fatto una gran bella figura”, le parole dell’esponente dem – a cui hanno fatto seguito quelle che difendevano il lavoro dei senatori, prima con l’altro vice segretario, Lorenzo Guerini, e poi con il ministro delle riforme Maria Elena Boschi. L’altro “incidente”, tutto interno al Pd, ha riguardato invece il voto sulla riforma della Rai. Solo ieri, quando mancavano solo poche ore dal varo della riforma da parte del Senato, il governo era ‘andato sotto’ su un emendamento. Nessun problema nel merito del lavoro, ha spiegato prima il ministro Boschi e poi lo stesso premier. E’ nel metodo che il governo trova da ridire sul comportamento dei dissidenti Pd. “Guardano piu’ alle logiche di corrente che non al futuro dell’Italia”, aveva detto ieri Boschi.

“Le polemiche si risolvono dentro il partito, non nelle Aule del Parlamento”, ha avvertito Renzi in conferenza stampa a palazzo Chigi. “Una parte del Pd ha voluto approfittare di alcune assenze per dare un messaggio”, ha aggiunto: “Io credo che non sia questo il momento di mandare messaggi, ma che sia il momento di cambiare il Paese. Le polemiche nel Pd devono essere gestite dentro il Pd. Se qualcuno vuole fare in altro modo lo dica, ma i numeri ci sono sia al Senato che alla Camera”, ha rincarato. Nessun problema per il futuro della riforma, comunque: “Noi andiamo avanti, abbiamo i numeri sia alla Camera sia al senato”, ha continuato il premier: “la riforma si fara’ in qualche settimana o qualche mese”. Per quanto riguarda il merito della legge sulla governance Rai, il capo dell’esecutivo ha chiaramente fatto sapere di non accettare compromessi al ribasso e di guardare a quello che era il suo obiettivo primario nel momento in cui presento’ il progetto: un servizio pubblico “assolutamente indipendente” dalla politica “sul modello della Bbc”. Alle parole del premier sembra non credere Stefano Fassina che lo invita ad evitare la propaganda ed abbraccia “veramente” il modello Bbc: Per una Rai ‘alla Bbc’, il governo dia parere favorevole agli emendamenti che propongono la governance dell’azienda pubblica come e’ per la Bbc”. Con la conferenza di oggi, il presidente dle consiglio passa da “rottamatore” a “lottizzatore”, spiega Raffaele Fitto dei Conservatori e Riformisti Italiani.

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