TwitterFacebookGoogle+

Baby squillo, arrestato Mirko Ieni

Baby squillo, arrestato Mirko IeniIl romano Mirko Ieni, 39 anni, è accusato di aver gestito il giro di prostituzione di due ragazzine minorenni nel quartiere Parioli di Roma.

di Nando Proietti
 
Si allarga lo scandalo delle baby-squillo romane, e si aggrava la posizione di Mirko Ieni. Infatti, proprio dai filmati ripresi all’insaputa dei protagonisti, si è risaliti a due ragazze  che lo Ieni avrebbe sfruttato. Non basta quindi far prostituire le ragazze, ma venivano anche filmati i rapporti sessuali con alcuni clienti, non si sa bene se per commercializzare i video nel giro della pornografia e della pedo-pornografia, o se per ricattare i clienti delle minorenni. Uno dei video sarebbe stato infatti recuperato sul cellulare di Ieni, forse il maggiore indagato di questa importante indagine, che ora sarebbe anche indagato per interferenza illecita nella vita privata.

Nuove e approfondite indagini informatiche portate a compimento sui computer e sui cellulari sequestrati ai cinque arrestati di ottobre e anche ad alcuni testimoni, avrebbero determinato le nuove imputazione e un ulteriore ampliamento dell’indagine. Infatti, è praticamente certo che oltre alle due minorenni sfruttate e individuate nella prima fase, ci sarebbero ora anche queste due 19enni che si prostituivano all’interno dell’appartamento dell’uomo, dalle parti di piazza Vescovio, e che adescavano clienti grazie a inserzioni sul web.  Tra l’altro, a Ieni vengono anche contestato il reato di spaccio di cocaina e di hashish che l’uomo procurava alle ragazze 19enni e anche a una sedicenne, sorella di una delle due che però non avrebbe nulla a che fare con la prostituzione.

Intanto, sono ben 40 i clienti delle minorenni identificati, tra cui anche vip e volti noti. Di questi, venti sono indagati e dieci hanno chiesto il patteggiamento della pena, rischiando da sei mesi a un anno di reclusione. Tra gli indagati spicca il nome di Mauro Florian, manager di Trenitalia dopo essere stato ufficiale della Guardia di Finanza, e marito della deputata di Forza Italia Alessandra Mussolini. Sebbene l’uomo, quando già il suo nome era noto agli inquirenti, si sia autodenunciato dicendosi pronto a chiarire un equivoco, dalla Procura fanno sapere che gli elementi a suo carico sono “incontrovertibili”, e riguarderebbero proprio incontri a pagamento con le baby-prostitute. Infatti, l’accusa nei suoi confronti è proprio di prostituzione minorile e si evincerebbe da intercettazioni telefoniche, ricognizioni fotografiche e tabulati telefonici. Alla luce del gran clamore provocato dall’indagine, come Florian, molti dei clienti coinvolti si sono recati spontaneamente dagli inquirenti per tentare di chiarire la loro posizione. “Non sapevamo che fossero minorenni”, la spiegazione fornita al procuratore aggiunto Maria Monteleone e al sostituto Cristiana Macchiusi.
 

Fonte

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.