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Banche: dall'Ue in arrivo nuove regole per quelle strategiche

(AGI) – Bruxelles, 21 nov. – Aumentare gli strumenti di difesa delle banche strategiche, quelle ritenuti troppo grandi per poter essere lasciate fallire, e permettere il credito alla piccole e medie imprese cosi’ da stimolare l’economia e rilanciarla. La Commissione europea mercoledi’ presentera’ il nuovo pacchetto legislativo sulle banche, con l’obiettivo di ridurre i rischi e promuovere la crescita. Le misure riguarderanno le banche considerate ‘too big to fail’, quegli istituti fondamentali per le economiche nazionali perche’ possano essere privati di interventi in caso di rischio di bancarotta.
“Non si tratta di riscrivere la regole del ‘bail-in'”, assicurano a Bruxelles. La crisi economica del 2008 ha indotto l’Ue a cambiare le norme di gestione del sistema bancario. La crisi di liquidita’ non sara’ piu’ pagata con l’intervento statale (regime di bail-out), ma dai privati attraverso prelievi di azionisti e correntisti dell’istituto in questione (bail-in). “La regola del bail-in non si cambia, la consideriamo positiva per il contribuente”, ripetono a Bruxelles. Il pacchetto allo studio dai servizi dell’esecutivo comunitario e che quasi certamente sara’ presentato mercoledi’, non riguarda i requisiti minimi ai fondi propri e alle passivita’ ammissibili (Mrel), gli strumenti che ogni banca deve avere per far fronte alle crisi di liquidita’ e procedere al risanamento facendo pagare azionisti e correntisti (bail-in). Riguardano invece le capacita’ di assorbimento delle perdite complessive (Tlac), che si intende potenziare per quegli istituti principali. Il Financial Stability Board, l’organismo internazionale con il compito di monitorare il sistema finanziario mondiale, ha individuato almeno 13 banche troppo grande per lasciare che falliscano e sara’ a queste che si applicheranno le nuove regole (Barclays, Bbva, Bnp Paribas, Credit agricole, Deutsche Bank, Groupe Bpce, Hscb, Ing, Royal Bank of Scotland, Banco Santander, Societe’ general, Standard Chartered, Unicredit). (AGI)
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Articolo originale Agi Agenzia Italia

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