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Bankitalia: economia in ripresa, +0,7% Pil 2015 e +1,5% 2016

(AGI) – Roma, 17 lug. – L’economia italiana e’ in ripresa. Il giudizio e’ contenuto nel Bollettino economico della Banca d’Italia, secondo cui “si prefigura un progressivo rafforzamento della ripresa ciclica”. In particolare, il Pil si espanderebbe dello 0,7% nel 2015 e dell’1,5% nel 2016, in linea con le stime contenute nel Def. L’inflazione al consumo aumenterebbe gradualmente: dallo 0,2% di quest’anno all’1,1 nel 2016. Per l’istituto centrale “l’economia italiana ha ripreso a espandersi. Il miglioramento degli indici di fiducia di imprese e famiglie”, si legge nel documento, “si e’ accompagnato a un recupero della domanda interna che e’ tornata a contribuire alla crescita”. Gli investimenti, che si erano ridotti quasi ininterrottamente dal 2008, hanno registrato un aumento, con primi segnali favorevoli anche nel comparto delle costruzioni. I piani delle imprese prospettano una decisa espansione dell’accumulazione nel corso dell’anno per le aziende piu’ grandi, a fronte di una maggiore prudenza da parte di quelle medie e, soprattutto, di quelle piccole. Gli indicatori congiunturali piu’ recenti segnalano che nel secondo trimestre la crescita e’ proseguita a ritmi analoghi a quelli del primo. La ripresa dell’attivita’ produttiva si tradurra’ in un progressivo miglioramento dell’occupazione, pari a 1,5 punti percentuali nel biennio. E’ quanto prevede la Banca d’Italia nel Bollettino economico trimestrale in cui si evidenzia che “il tasso di disoccupazione scenderebbe dal 12,6% del 2014 all’11,9 del 2016”. “Nel bimestre aprile-maggio l’occupazione e’ tornata a crescere. Il tasso di disoccupazione si e’ stabilizzato. Dall’inizio dell’anno e’ aumentata significativamente la quota di assunzioni con contratti a tempo indeterminato, incentivate dalle recenti misure del Governo. In primavera si e’ ridotto il ricorso alla Cassa integrazione guadagni. Cresce la percentuale di imprese che prevede un’espansione dell’occupazione, anche se i giudizi di stabilita’ restano prevalenti”. Il rallentamento delle riforme potrebbe mettere a rischio la ripresa in Italia. “I rischi” per la crescita “si accentuerebbero se si diffondesse la percezione di un indebolimento nella determinazione nel portare a termine le riforme necessarie a risollevare il potenziale di sviluppo dell’Italia: un aumento dell’incertezza potrebbe frenare la crescita degli investimenti e contrastare la ripresa dei consumi, condizioni per un ritorno alla crescita”, si legge nel rapporto. .
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