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Barabba era Gesù e Cristo Giovanni Battista: le prove

12782283_10206920070734390_664912118_n[1]Come mai i Mandei riconoscono come messia (Cristo-unto) Giovanni Battista e attendono l’avvento di una figura, Anosh-Uthra (Enoch), che «accuserà Cristo il Romano, il mentitore, figlio di una donna che non è dalla luce» e «smaschererà Cristo il Romano come mentitore; egli sarà legato dalle mani dei giudei, i suoi devoti lo legheranno e il suo corpo sarà trucidato»1?

Nel processo Gesù Pilato interviene una terza persona, conosciuta come Barabba, di cui l’evangelista Marco dice:

Vi era un prigioniero di nome Barabba, il quale era stato imprigionato insieme ai sediziosi che, durante la sommossa, avevano commesso un omicidio.

Nel Novum Testamentum Graece et Latine, nel vangelo di Matteo 27:16 c’è una variante rispetto al passo precedente: “Barabba” viene chiamato “Gesù”. Il testo riporta Iesùn barabbàn (in greco: ιησυον βαραββαν), tutto attaccato. Gli evangelisti continuano il racconto facendoci sapere che dei due personaggi Gesù Barabba viene rilasciato e l’altro crocifisso. Nel libro Cristo il Romano portiamo prove storiche che Gesù morì nel 68 d.C., ecco cosa dice Giuseppe Flavio riguardo la sua morte:

Libro IV:316-318 In breve li presero e li uccisero; poi, accalcandosi presso i loro cadaveri, beffeggiavano Anano per il suo amor di patria e Gesù per il suo discorso dalle mura. Giunsero a tal punto di empietà, da gettarli via insepolti, mentre i giudei si danno tanta cura di seppellire i morti, che finanche i condannati alla crocifissione vengono deposti e sepolti prima del calar del sole. Non credo di sbagliare dicendo che la morte di Anano segnò l’inizio della distruzione della città, e che le sue mura caddero e lo stato dei giudei andò in rovina a cominciare dal giorno in cui essi videro scannato in mezzo alla città il loro sommo sacerdote e il capo della loro salvezza.

Il Gesù in oggetto è Gesù Boeto, che sposerà prima Maria e poi nel 62 Marta Boeto, entrambi figlie di Nicodemo Boeto. Inoltre questo Gesù è figlio di di Maria moglie del re Erode il Grande. Gesù Boeto divenne sommo sacerdote grazie a Marta che diede 72 talenti d’oro ad Agrippa II e qui ha l’epiteto di Gamala. Gamala non era un nome di uomo ma di una città famosa per aver dato i natali a Giuda di Gamala e a suo figlio Giovanni, come dimostriamo nel libro “Cristo il Romano”, epiteto che gli fu dato dopo la rivolta insieme a Giovanni Battista contro il re Antipa che aveva sposato la seconda moglie di Gesù, ovvero Erodiade, dalla cui unione nacque Salomè che ritroviamo sotto la croce di Gesù nei vangeli. La chiesa modificherà il testo di Giuseppe Flavio per cercare di nascondere che Gesù Gamala era il Gesù dei vangeli, infatti mentre nel testo dello storiografo in Guerra Giudaica troviamo:

Guerra Giudaica Libro IV:159-160: Le personalità più eminenti, quali Gorion figlio di Giuseppe e Simeone figlio di Gamaliel, li incitavano infatti sia tutt’insieme nelle assemblee, sia recandosi a visitarli ad uno ad uno, perché una buona volta punissero i traditori della libertà e purificassero il santuario da quegli empi assassini. Nello stesso tempo i più autorevoli dei sommi sacerdoti, Gesù figlio di Gamala e Anano figlio di Anano, biasimando senza posa nelle assemblee il popolo per la sua apatia, lo istigarono contro gli Zeloti;

Il Gesù Gamala verrà modificato in Gesù figlio di Gamaliel per nascondere la sua identità sempre nel libro di Giuseppe Flavio Antichità Giudaica:

Antichità Giudaiche Libro XX:213 Il re poi depose Gesù, figlio di Damneo, dal sommo sacerdozio e designò suo successore Gesù, figlio di Gamaliel.

Gesù era di sangue romano imperiale, oltre che tolemaico e di discendenza davidica da parte del nonno materno Simone Boeto, e l’imperatore Tiberio, suo parente, dopo la morte del tetrarca Filippo che aveva sposato Salomè, figlia di Gesù e di Erodiade, mandò uno dei suoi messi, Carios, a dire che fosse fatto Gesù successore della tetrarchia di Filippo:

Carios dunque (inviato del) grande imperatore, uditi i miracoli che faceva Gesù, si premurò di andare da lui e lo vide. Allora Carios prese notizie su Gesù. Disse ad Erode: “Costui è degno di essere fatto re di tutta la Giudea e di tutte le terre di Filippo2.

A questo punto il tetrarca Antipa, dopo essersi messo d’accordo con Erodiade per sposarsi, andò dall’imperatore a chiedere che la tetrarchia di Filippo fosse data a lui, in quanto Gesù non era nato dall’unione di Erode il Grande con Maria Boeto, ma dall’adulterio di Maria con Giuseppe Pantera, figlio di Alessandro Eli nato dall’unione di Marco Antonio e Cleopatra. Per questo nel vangelo di Luca la genealogia va da Gesù a Giuseppe e poi ad Eli. Gesù e Giovanni Battista faranno una rivolta contro il tetrarca Antipa, che chiese soccorso a Pilato, che catturò Giovanni e lo portò a Gerusalemme dove fu crocifisso come ci dicono i frammenti di testi copti dal libro di Luigi Moraldi Apocrifi del nuovo testamento Vol. I vangeli, pag. 389 si parla della morte di Giovanni Battista a Gerusalemme:

Morte di Giovanni. […] Allorché Giovanni… Nelle generazioni umane non v’è alcuno più grande di Giovanni Battista ed ecco che a Gerusalemme si prese la sua testa. O Gerusalemme! Gerusalemme, che uccidi i profeti e che lapidi coloro che ti sono stati mandati! Verrà giorno in cui non sarà lasciata in te, pietra sopra pietra. Colui che è il più grande di tutti. Bisogna, infatti, che in te, Gerusalemme, sia crocifisso dio. Dette queste cose, egli congedò la moltitudine. I discepoli di Giovanni si ritirarono nelle montagne fino al giorno della resurrezione di Gesù Cristo.

Giovanni Battista fu crocifisso e poi gli fu mozzata la testa a Gerusalemme, mentre Gesù fu flagellato e poi rilasciato. Infatti Tacito parla di supplizio negli Annales, mentre per pena capitale usa estremo supplizio nei casi di pena capitale. Inoltre la chiesa ha tolto dagli scritti di Flavio Giuseppe in Antichità Giudaiche, passi dove si capiva che Tiberio era dalla parte di Gesù suo parente. Leggiamo in Historia Ecclesiastica vol. 1, dell’abate Claude Fleury (Parigi, 6 dicembre 1640 – Parigi, 4 luglio 1723), storico, religioso e avvocato francese di cui Voltaire disse che: Visse a corte nella solitudine e nel lavoro. La sua Storia della Chiesa è la migliore che sia mai stata scritta, e i discorsi preliminari sono ancora superiori alla storia:

XII. Era parimenti uſanza tra romani, che i governatori delle provincie mandaſſero notizia all’ imperatore d’ ogni famoſa ſentenza che ſeguiva ; per lo che ſcriſſe Pilato a Tiberio tutto ciò che paſſato era intorno a G. C. e gli mandò gli atti del ſuo proceſſo ( Tertul. Apolog. c.5. 21. Euſ ), Perſuaſo l’imperatore della ſua divinità, propoſe al ſenato, che foſs’egli ricevuto nel numero degli Dei ( Chron. an. 37. ); ma il ſenato ricusò ; e non permiſe Iddio , che il tuo figliuolo ſi confondeſſe co falſi Iddii, che gli uomini s’aveano fatti ( Chry, hom. 28, in 2, Cor. ). Tiberio durò nella sua opinione, e minacciò della morte coloro che accuſato aveſſero i ſeguaci di G, C. ( Joſ 18. antiq. c.5. ).

Non è finita, Paolo di Tarso rischiò di essere ucciso dai Giudei perché sosteneva negli anni 50 che Gesù era ancora vivo negli Atti degli Apostoli cap. 25, 19:

avevano solo con lui alcune questioni relative la loro particolare religione e riguardanti un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere ancora in vita.

Altro taglio della chiesa negli scritti di Giuseppe Flavio li troviamo ancora in Antichità Giudaiche, per nascondere la rivolta antimperiale che Gesù fece nei confronti del cugino, l’imperatore Claudio dove Svetonio riferisce di alcuni disordini provocati dai Giudei su istigazione di Cristo, per i quali l’imperatore emise un mandato di espulsione.

Il testo, nell’originale latino presente in Vita Claudii, 25.4, recita: – Iudaeos impulsore Chresto assidue tumultuantis Roma expulit, la cui traduzione in italiano è: “[Claudio] espulse dalla città i Giudei che per istigazione di Cristo erano continua causa di disordine”. L’apologeta cristiano Paolo Orosio (375-420 ca.), discepolo e collaboratore di sant’Agostino, riporta il passo di Svetonio nelle sue Historiae adversus paganos (ultimate poco prima di morire), rimanendone colpito e informandoci che di questa vicenda aveva parlato anche Giuseppe Flavio nelle sue opere:

Nel nono anno dello stesso regno, racconta Giuseppe (Flavio) che per ordine di Claudio i giudei furono espulsi dall’Urbe. Ma più mi colpisce Svetonio, che si esprime così: “Claudio espulse da Roma i Giudei in continuo tumulto per istigazione di Cristo”; dove non si riesce a capire se egli ordinò di infrenare e di reprimere i giudei tumultuanti contro Cristo, oppure se volle che anche i cristiani fossero espulsi con essi, come gente di religione affine3”.

Anche questo racconto è stato tagliato dagli scritti di Flavio Giuseppe per non far capire che Gesù era ancora in vita dopo il processo con Pilato, dove Gesù risulta essere il Barabba che si salvò, mentre Giovanni Battista fu il Cristo messianico che fu ucciso e riconosciuto dai Mandei come il messia. La setta dei Nazorei, che ha poi dato origine ai Mandei, si definisce ancora oggi “Nasurai”. Le persecuzioni degli Ebrei iniziarono già nella seconda metà del I secolo e questo portò questa setta gnostica ad abbandonare la Palestina. La “setta dei Nazorei” veniva chiamata anche “setta dei Nazareni”, mai nominata nei vangeli, dove viene fatta oggetto di contraffazione attraverso la città di Nazareth. che non ricorre mai nell’AT e di cui non vi è nessuna attestazione se non secoli dopo Cristo, escludendo i vangeli.

Alessandro De Angelis scrittore ricercatore di antropologia delle religioni

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Videoconferenza su Cristo il Romano

1Kurt Rudolph, Foester (a cura di), Mandean Sources, Gnosis, voI. 2, p. 300.

2frammenti di testi copti, 23 in moraldi l. (a cura di), apocrifi del nuovo testamento, unione tipografico-editrice torinese, torino 1971, p. 398..

3historiae adversus paganos vii 6, 15-16.

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