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Battaglia in Florida, Pennsylvanya, Wisconsin

Washington – A una settimana dall’apertura dei seggi per le elezioni presidenziali Usa (oltre che per il rinnovo della Camera e di 34 su 100 senatori) la battaglia elettorale si sposta – con una sproporzione di forze notevole grazie ai numeri della squadra democratica – nei cosiddetti “swing States”: gli Stati-chiave che assegnano da soli il maggior numero di grandi elettori (ne servono 270 per vincere) e che sono in bilico tra la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump. Si parte dalla Florida (29 grandi elettori dove -secondo RealClearPolitics, che opera una media dei sondaggi- Trump è avanti seppur solo dello 0,5%). Hillary sarà nello Stato – uno dei 34 dove le urne sono aperte da giorni – sia a Tampa che a Orlando e Fort Lauderdale e, a conferma dell’importanza del ‘Sunshine State’, cala anche l’asso del marito Bill che ha 3 appuntamenti. Pensylvanya (20 voti, dove la candidata democratica ha un vantaggio del 5,2%) vede il rivale candidato del Grand Old Party (Gop) a Valley Forge (dove tra il 1777 e il 1778 si accampò George Washington mentre combatteva i britannici). In Wisconsin (10 voti, Clinton in testa di 5,7 punti) interverrà il candidato democratico alla vicepresidenza Tim Kaine a Appleton e Madison; mentre a Eau Claire parlerà Trump. In Ohio (18 grandi elettori e da sempre uno Stato decisivo) scende in campo a Columbus il peso massimo: il presidente Barack Obama. In North Carolina (15 voti con Trump davanti ma solo dell’1,3%) interverra’ il vicepresidente Joe Biden. In New Hampshire (4 voti con Clinton avanti del 5,6%) la candidata democratica gioca la carta dell’ex rivale, il senatore Bernie Sanders, decisivo per attrarre i giovani).

‘EMAILGATE’ NODO DEL CONTENDERE MA NON INCIDE SUI SONDAGGI
Malgrado l’eco sulla stampa e lo scambio di accuse tra democratici e repubblicani, l’impatto della nuova indagine avviata dall’Fbi sulle mail della fedelissima di Clinton, Huma Abedin, trovate sul pc dell’ex marito, Anthony Weiner, è stato finora estremamente limitato sui sondaggi. Lo conferma l’ultimissimo sondaggio ‘Washington Post/Abc’ che vede Clinton in vantaggio di un solo (statisticamente irrilevante) punto: 46% contro il 45% di Trump a livello nazionale. E invece si conferma che entrambi i candidati restano i più impopolari della storia Usa: il 60% detesta Hillary e Trump la segue nella non invidiabile classifica, seppur staccato di due punti. Clinton va meglio nell’ultimo sondaggio Nbc: stacca ancora di 6 punti (47 a 41%) il rivale repubblicano. Il sondaggio sottolinea come gli ultimi sviluppi sull’Emailgate siano “importantissimi” per il 93% dei repubblicani ed altrettanto solo per il 17 dei democratici. L’Fbi, investita dalle polemiche per la nuova indagine, secondo la rete Nbc ha aperto un’inchiesta sui presunti legami dell’ex manager della campagna del repubblicano Donald Trump, Paul Manafort, con la Russia. No comment dal Bureau.

Che cos’è l’emailgate e perché fa paura
 

(AGI) 

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