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Beau prima derubato, poi ucciso

Roma – Derubato da due persone e poi gettato in acqua al culmine di una lite con un senzatetto. Una fine da incubo quelal di Beau Solomon, lo studente statunitense trovato morto nel Tevere alcuni giorni dopo la scomparsa. A spingerlo in acqua, secondo gli investigatori, Massimo Galioto, quarantenne romano senza fissa dimora, che poi è andato a dormire come se nulla fosse successo.  Galioto ha ammesso di avere avuto con l’americano una violenta discussione e quando Solomon e’ caduto in acqua non si e’ dato alla fuga ne’ ha lanciato un allarme, ma ha preferito andarsene a dormire in una zona riparata della banchina del Tevere dove vive da tempo con un’altra senzatetto. Ma a vuotare le tasche dello studente del Wisconsin non sarebbe stato Galioto: prima di essere spinto nel Tevere, Beau era stato derubato della carta di credito da due persone che lo avevano portato sulla banchina del fiume. Alcuni testimoni hanno riferito alla polizia che il ragazzo, visibilmente ubriaco, sarebeb stato avvicinato da due persone che poi lo hanno lasciato solo fino a quando non si e’ imbattuto in Galioto. Secondo chi indaga, quindi, non ci sono collegamenti tra gli autori del furto della carta di credito, usata nei giorni successivi a Milano, e il barbone fermato dalla polizia per omicidio.

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Originario del Wisconsin, sopravvissuto da piccolo ad una seria malattia, sportivo praticante, Solomon era arrivato in Italia pochi giorni fa. Secondo una prima ricostruzione, mentre gli inquirenti continuano a sentire diversi testimoni, giovedi’ sera – lasciata la stanza alla Cabot University dove alloggiava – il giovane ha raggiunto Trastevere e si era fermato con alcuni amici in un pub di via della Lungara. (AGI)

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