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Bebe' palestinese ucciso Olp, "governo responsabile"

(AGI) – Gerusalemme, 31 lug. – I palestinesi ritengono che il governo israeliano sia “pienamente responsabile” della morte di un bebe’ palestinese di un anno e mezzo, bruciato vivo in un incendio appiccato probabilmente da coloni israeliani; e ritengono l’accaduto la “conseguenza diretta” dell'”impunita’” accordata dalle autorita’ israeliani ai coloni. Per il premier, l’incendio provocato da coloni israeliani nella Cisgiordania occupata e’ un “atto terroristico”: Benjamin Netanyahu si e’ detto “sconvolto” dalla tragedia. “E’ un chitro atto di terrorismo e Israele agisce con durezza contro il terrorismo a prescindere da chi siano gli autori”. L’esercito israeliano ha istituito dei posti di blocco nella zona e schierato soldati nel tentativo di trovare gli autori del gesto. I sospetti sono tutti appuntati su coloni estremisti considerato che sui muri delle due case a cui e’ stato appiccato il fuoco sono state ritrovate frasi inneggianti alla “vendetta” e “lunga vita al Messia” prima di scappare. La tensione nell’area e’ altissima considerato che Hamas che aveva dichiarato oggi la “giornata della rabbia”, per gli scontri registrati al Monte del Tempio. L’incendio e’ stato appiccato a due case all’estrema periferia di una localita’ vicino Nablus, Kfar Duoma. Una delle due case era vuota, ma nell’altra dormiva una famiglia, che e’ stata svegliata dai rumori e dal fuoco. Il piccolo si chiamava Ali Saad Daubasha. Secondo i testimoni il padre e’ riuscito a salvare la moglie e l’altro bimbo ma non e’ riuscito ad individuare nel fumo e nel buio il piu’ piccolo, Ali. Il padre e la madre, Saad e Reham ed un altro figlio di 4 anni, Ahmad, sono stati ricoverati in ospedale a Nablus. Anche la famiglia del piccolo – i genitori e un fratellino di 4 anni – versa in gravissime condizioni: sono stati ricoverati con ustioni su oltre il 70 per cento del corpo. Ghassam Douglas, il rappresentante dell’Anp nella zona, ha detto cee diversi coloni, almeno 4, hanno lanciato bombe molotov contro la causa per poi scrivere sui muri con delle bombolette spray frasi inneggianti alla “vendetta” e “lunga vita al Messia” prima di scappare. Il piccolo si chiamava Ali Saad Daubasha. Il padre e la madre, Saad e Reham ed un altro figlio di 4 anni, Ahmad, sono stati ricoverati in ospedale a Nablus. Secondo i testimoni il padre e’ riuscito a salvare la moglie e l’altro bimbo ma non e’ riuscito ad individuare nel fumo e nel buio il piu’ piccolo Ali. Secondo un testimone palestibnese, citato sempre da Haaretz, i coloni hanno rotto le finestre prima di gettare dentro le molotov per poter essere certi che gli ordigni incendiari sviluppassero le fiamme all’interno della casa e non si limitassero a danneggiare i muri della casa. Secondo il parlamentare Yinon Magal, membro del partito nazionalista dei coloni Focolare Domestico, l’attentato e’ stato immorale e contrario a quanto previsto dall’ebraismo. Magal ha ricordato come il villaggio dove e’ stato ucciso il piccolo Ali sia vicino alla zona dove venne ucciso il 27enne colono israeliano Malachi Rosenfeld da sospetti terroristi palestinesi il 30 giugno scorso. Rosenfeld con altri tre amici era in macchina nelle vicinanze di ritorno da una partita a Basket. Anche i suoi amici rimasero feriti. (AGI) .
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