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Belgio, caccia a 15enne che in video incita a jihad

Bruxelles – La polizia belga sta cercando d’identificare l’adolescente protagonista di un video filo-jihadista apparso on-line nei giorni scorsi, e appena reso noto dal Memri, l’Istituto di Ricerca sui Mass Media in Medio Oriente, un centro privato di monitoraggio, studio e analisi con sede a Washington. La ripresa, dalla durata di poco superiore a un minuto, mostra il ragazzo aggirarsi nottetempo per le vie del centro di Verviers: proprio la stessa citta’ della provincia di Liegi dove nel gennaio 2015 fu smantellata una cellula terroristica, risultata poi legata agli autori dele stragi a Parigi del 13 novembre scorso e ad altre figure ultra-radicali, tra cui l’uomo che un anno fa apri’ il fuoco a bordo del treno ad alta velocita’ Amsterdam-Parigi. Nel camminare, il giovane recita una sorta di preghiera in lingua araba, dal linguaggio assolutamente inquietante. “O Allah”, invoca, “annienta gli esecrabili cristiani. O Allah”, insiste, “uccidili tutti. Non risparmiarne neppure uno”.

Il testo e’ stato fatto tradurre ieri dal Memri, spesso peraltro accusato di scarsa imparzialita’ se non addirittura di islamofobia: ma, secondo quanto riferito dai quotidiani della catena ‘Sud Presse’, dalle verifiche effettuate tale traduzione e’ risultata corretta. La prima apparizione del filmato risalirebbe al 2 agosto, cioe’ a una settimana dopo il sanguinoso assalto in una chiesa della vicina Francia, a Saint-Etienne-du-Rouvray, durante il quale l’86enne padre Jacques Hamel fu sgozzato e un anziano parrocchiano, Guy C., ridotto in fin di vita. Circolava a partire da un account legato agli ambienti islamisti piu’ estremistici sull’applicazione di messaggeria ‘Telegram‘, molto utilizzata per la difficile tracciabilita’ delle comunicazioni. Stando all’emittente televisiva ‘Rtl’, l’interprete della registrazione potrebbe essere un quindicenne figlio di Shayh Alami, controverso imam gia’ colpito da diversi ordini di espulsione dal Belgio per la sua presunta propaganda salafita, ex responsabile della moschea di Dison, localita’ che si estende alla periferia nord di Verviers, dove malgrado tutto tuttora risiede insieme alla famiglia. Muriel Targnion, sindaco di quest’ultima localita’, oggi si e’ affrettata a precisare che “sarabnno adottati provvedimenti” di concerto anche con le forze di sicurezza federali, nel frattempo contattate. Oltre al figlio dell’imam, si sospetta di un suo coetaneo: entrambi “per essersi radicalizzati” sono noti agli inquirenti. Di chiunque si tratti, “e’ una persona periocolosa”, ha assicurato la signora Targnion. “Dev’essere arrestato e subito interrogato”. (AGI)

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