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Bergoglio e l’aborto: donne assassine, sempre di omicidio si tratta

Il papa continua a definire l’aborto un “crimine orrendo” e si sente in diritto di offendere le donne che maturano una scelta che da qualunque lato la si guardi è personale.

Paolo Izzo –

Intervistato dai massimi vertici di Rai 2 (i direttori di Rete e Tg), Jorge Mario Bergoglio è tornato in maniera piuttosto aggressiva sul tema della interruzione di gravidanza. Nel ricordare l’incontro con una donna che aveva avuto due gemelli, ma tanto ne piangeva un terzo che non era sopravvissuto, il papa ha aggiunto, senza soluzione di continuità: «E io penso alla abitudine di mandare via i bambini prima della nascita, questo crimine orrendo. Li mandano via perché è meglio così, è più comodo; è una responsabilità grande, un peccato gravissimo». Al di là di dogmi e peccati, che non sono affar nostro, c’è una traduzione politica di questa frase che non può passare inosservata. Il capo dello Stato della Città del Vaticano, infatti, sostiene che l’applicazione di una legge dello Stato italiano conduce a un “crimine orrendo”, peraltro reiterato (“abitudine”), e che quel crimine è vissuto persino con leggerezza, addirittura per “comodità”. Non dico tutte le donne in massa, ma almeno le nostre istituzioni non dovrebbero insorgere verso una ingerenza che è al limite dell’incidente diplomatico?

Paolo Izzo

ps. Chissà se un giorno il papa, i suoi teologi di riferimento e chi si beve acriticamente la panzana dell’omicidio fetale andranno oltre la propaganda religiosa. Spiegando al mondo come fa a morire un feto umano che non è vivo, che non può essere vivo e che non ha alcuna possibilità di nascere vivo entro i 180gg. (ca.) di gestazione. Vale a dire entro il periodo massimo in cui, per dire, la legge italiana consente di interrompere volontariamente la gravidanza (obiettori permettendo…). Cronache Laiche

http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=126870&typeb=0&Loid=335&bergoglio-e-l-aborto-donne-assassine-sempre-di-omicidio-si-tratta

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