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Berlino ad Atene, "no a trattative"Ue, "presentino nuove proposte"

(AGI) – Berlino, 6 lug. – Il governo tedesco “rispetta il risultato del referendum greco”. Lo afferma un portavoce dell’esecutivo di Berlino, sottolineando che “le porte per il negoziato con la Grecia restano aperte” ma che “non ci sono ancora le condizioni per riprenderlo”. Pertanto la Germania “attende nuove proposte da parte di Atene”. Per ora, dunque, “non ci sono le condizioni per trattare un terzo piano di aiuti per la Grecia” sebbene “non si possa escludere nulla”, afferma il portavoce di Angela Merkel, la quale, aggiunge Seibert, “ora ha piu’ chiara la posizione greca dopo il referendum”.

Varoufakis si dimette: cosi’ aiutero’ Tsipras nella trattativa

“La politica tedesca non e’ stata solo tagli di bilancio ma anche politiche a favore della crescita”, ha aggiunto Seibert. Martin Jaeger, portavoce del ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, intanto continua a respingere l’ipotesi di una ristrutturazione del debito di Atene: “L’Europa ha optato per soluzioni diverse dal taglio del debito per risolvere i problemi dei paesi dell’euro e cio’ ha funzionato”.

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Anche dopo la vittoria dei ‘no’ al referendum in Grecia, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e il suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, mantengono i ruoli di ‘poliziotto buono’ e ‘poliziotto cattivo’. Poco dopo una dichiarazione conciliante del portavoce di Merkel sulle “porte aperte”, Martin Jaeger, portavoce di Schaeuble, ha affermato che “il taglio del debito greco non e’ in agenda per noi” e che Berlino “non intende cambiare i propri piani di bilancio a causa della situazione in Grecia”. E’ un’affermazione che pone una seria ipoteca sulle trattative, dato che il premier ellenico, Alexis Tsipras, aveva convocato il referendum proprio perche’ non era riuscito a strappare impegni su un taglio del debito.

Anche l‘Eurogruppo “attende nuove proposte dalle autorita’ greche,” nell’incontro straordinario dei ministri delle finanze della zona euro che si terra’ domani a Bruxelles. Lo si legge in un comunicato dell’Eurogruppo appena pubblicato.

La Grecia dice un fortissimo “no” al piano dei creditori di Atene: il 61,31% degli elettori ha votato contro il 38,69% dei “si”. Sono i dati finali, diffusi dal ministero dell’Interno greco al termine dello spoglio delle schede. Un risultato netto che sembra chiudere le porte all’accordo e aprire uno scenario che potrebbe portare la Grecia a uscire dall’euro. E oggi, a sorpresa, arriva la svolta “europeista” di Tsipras: se ne va il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, autentico ‘nemico’ dei creditori e artefice della rottura. Varoufakis ha rassegnato le dimissioni annunciandolo sui social network. Sul suo profilo Twitter il ministro ha scritto: “Minister No More!”.

Il ministro delle Finanze: mi dimetto per favorire un accordo

Poi, in un post sul suo blog, Varoufakis ha spiegato di aver lasciato l’incarico per consentire al primo ministro, Alexis Tsipras, di stringere piu’ facilmente un accordo con i creditori. “Subito dopo l’annuncio dei risultati del referendum, sono stato informato di una certa preferenza di alcuni membri dell’Eurogruppo e di ‘partner’ assortiti per una mia… ‘assenza’ dai loro vertici, un’idea che il primo ministro ha giudicato potenzialmente utile per consentirgli di raggiungere un’intesa”, scrive Varoufakis, “per questa ragione oggi lascio il ministero delle Finanze”.
  “Considero mio dovere aiutare Alexis Tsipras a sfruttare come ritiene opportuno il capitale che il popolo greco ci ha garantito con il referendum di ieri”, ha aggiunto l’ex ministro, “e portero’ con orgoglio il disgusto dei creditori”.

Tsakalotos favorito per il posto di Varoufakis- Il capo negoziatore greco a Bruxelles e portavoce economico del governo ellenico, Euclid Tsakalotos, e’ il candidato favorito per sostituire il dimissionario Yanis Varoufakis al ministero delle Finanze. Lo riferiscono all’agenzia Reuters fonti di governo mentre e’ ancora in corso ad Atene un vertice sulla nomina. Tsakalotos viene dal mondo accademico come Varoufakis, alle cui posizioni e’ considerato vicino. Sebbene piu’ vicino all’aria massimalista di Syriza rispetto ad altri possibili candidati, come il vicepremier Yannis Dragasakis, Tsakalotos e’ ben conosciuto a Bruxelles, avendo guidato nei mesi scorsi la delegazione che aveva negoziato con i creditori la revisione degli accordi con Atene.

 

Come previsto, le borse europee aprono in decisa flessione dopo la vittoria dei ‘No’ al referendum sulle proposte dei creditori per proseguire i finanziamenti alla Grecia. I ribassi sono consistenti ma non costituiscono di certo un tracollo, come temevano diversi operatori, e sono coerenti con la chiusura delle posizioni corte aperte dagli investitori in attesa di conoscere i risultati della consultazione. Alla reazione non inconsulta dei mercati hanno contribuito le dimissioni a sorpresa del responsabile delle Finanze, Yanis Varoufakis, considerata una concessione di Alexis Tsipras a Bruxelles, dove l’anticonvenzionale ministro era poco gradito. Il Dax di Francoforte perde l’1,84% a 10.857 punti, l’Ftse 100 di Londra arretra dell’1,09% a 6.514 punti, il Cac 40 di Parigi scende dell’1,99% a 4.711 punti, l’Ftse Mib di Milano cede il 2,56% a 23.686 punti. In calo del 2,2% l’Ibex di Madrid.

Ieri sera, subito dopo la vittoria del ‘no’ al referendum, Alexis Tsipras aveva dichiarato in tv: “Da domani la Grecia tornera’ al tavolo delle trattative“. Il premier greco, in un intervento televisivo aveva indicato tre priorita’: il funzionamento delle banche, un programma di riforme basato sull’equita’ e la questione del debito, cosi’ come l’ha recentemente impostata il Fmi. “La nostra priorita’ e’ un velocissimo riordino del sistema bancario – ha detto Tsipras – e la stabilita’ economica. La Bce deve tener presente la situazione sociale e umana del nostro Paese”. Inoltre “noi vogliamo continuare le trattative presentando un programma di riforme basate sulla giustizia sociale”. “Sul tavolo negoziale dovra’ poi esserci anche la questione del debito, specie dopo il rapporto del Fmi nel quele si dice che occorre riarticolare la questione del debito, perche ci sia un’uscita dalla crisi non solo per la Grecia ma anche per l’Europa”.
 

Ieri l’ex premier greco, il 64enne Antonis Samaras, si e’ dimesso dalla leadership del partito di opposizione Nuova Democrazia, dopo i risultati del referendum. “Il nostro movimento – ha affermato Samaras – ha bisogno di una ripartenza”. 

Il presidente francese, Francois Hollande, e la cancelliera tedsca, Angela Merkel, dopo una telefonata a due che ha indispettito Matteo Renzi e colloqui separati con Merkel, Tsipras, Juncker, Schulz e Tusk hanno chiesto che i leader dei Paesi dell’Eurozona si incontrino domani e hanno ottenuto che il presidente di turno del Consiglio europeo organizzasse il summit per martedi’ alle 18.

Berlino, Tsipras e i suoi guidano Atene verso il precipizio

“Tsipras e il suo Governo stanno guidando la Grecia su un cammino senza speranza. Tsipras ha buttato giu’ gli ultimi ponti per raggiungere un compromesso tra Grecia e Europa” ha detto al ‘Tagesspiegel’ il vicecancelliere tedesco, il socialdemocratico Sigmar Gabriel, che ritiene “dificilmente immaginabili” nuovi negoziati dopo la vittoria del no al referendum.

LE BORSE – La borsa di Tokyo chiude in calo in seguito alla vittoria dei ‘No’ al referendum greco sulle proposte dei creditori per riattivare i finanziamenti. L’indice Nikkei cede il 2,08% a 20.112 punti, il Topix sull’intero listine cede l’1,92% a 1.620 punti. Avvio in controtendenza per la Borsa cinese, sostenuta da una serie di musure governative, mentre gli altri listini asiatici si muovono in territorio negativo sui timori di un’uscita della Grecia dall’euro, dopo la schiacciante vittora del “no” al referendum.

Patrolio in calo in Asia, -2 dollari a barile

L’indice di Shanghai guadagna il 7,7% a 4.186,24 punti mentre l’Hang Seng di Hong Kong sale dello 0,7% a quota 26.238,72.

Euro apre stabile sopra 1,10 dollari

Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi si allarga a 163 punti nei primi scambi. Il rendimento si attesta al 2,35%. Complici le dimissioni a sorpresa del ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, interpretate come una concessione nei confronti dei creditori, la vittoria dei ‘No’ al referendum in Grecia innervosisce i mercati ma non scatena, per ora, il panico che alcuni paventavano. Il differenziale Bonos/Bund segna 160 punti per un tasso del 2,31%.

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