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Bermuda, aboliti i matrimoni gay, ma rimangono le unioni civili

Il piccolo arcipelago britannico ha fatto marcia indietro sulla decisione dello scorso anno di legalizzare i matrimoni gay, ma introduce una legge sulle unioni civili per tutte le coppie.

globalist –
8 febbraio 2018 –

Le Bermuda fanno un passo indietro sui matrimoni omosessuali, resi legali lo scorso maggio da una sentenza della Corte Suprema del piccolo territorio britannico nell’Atlantico. Già allora, le reazioni erano state molto contrarie, dato lo spirito particolarmente conservatore sul tema.

Ora, Bermuda ha approvato una legge che la rende il primo territorio del mondo ad abolire il matrimonio gay. Con il Domestic Partnership Act, firmato mercoledì dal governatore britannico John Rankin, l’ex colonia di 65mila abitanti ha vietato di fatto a gay e lesbiche di convolare a giuste nozze e ha introdotto per loro le unioni civili (aperte, però, queste ultime, anche alle coppie eterosessuali).

“La Legge mira a trovare un compromesso fra due gruppi attualmente inconciliabili alle Bermuda, riaffermando che il matrimonio deve essere fra un uomo e una donna, ma riconoscendo e proteggendo al contempo i diritti delle coppie dello stesso sesso”, ha dichiarato il ministro dell’Interno dell’arcipelago, Walton Brown, in un comunicato riportato dalla Royal Gazette.

Brown – che si dice “lieto” della firma del rappresentante di Sua Maestà nell’arcipelago – ha inoltre sottolineato che le Bermuda diventano così “fra le prime isole caraibiche anglofone a introdurre una legge che riconosce le coppie dello stesso sesso”. Ma Ty Cobb, direttore dell’associazione per i diritti umani Human rights Campaign Global, vede le cose da tutt’altra prospettiva: “Il governatore Rankin e il parlamento locale hanno vergognosamente fatto di Bermuda il primo territorio nazionale al mondo ad abrogare il matrimonio ugualitario”, dichiara dalle pagine del Guardian. Nemmeno fra i gay e le lesbiche dell’arcipelago regna la soddisfazione: “Sono estremamente amareggiato”, confessa il 64enne Joe Gibbons, rappresentante di una delle sei coppie che da maggio si sono sposate a Bermuda. «Questa non è uguaglianza”.

Con la nuova legge sono garantite alle coppie omosessuali gli stessi diritti delle coppie sposate, tra cui l’adozione che è già un diritto di entrambe le coppie, sposate e non.

Bermuda ha già dimostrato una marcata opposizione alla concessione di diritti alle coppie omosessuali: in un referendum risultato non vincolante tenutosi nel 2016, il 69% dei votanti aveva detto “no” al matrimonio gay mentre il 63% si era espresso anche contro le unioni civili.

La consultazione, però, non aveva raggiunto il quorum del 50% per vietare esplicitamente questi diritti alle persone omosessuali. Nel maggio del 2017, poi, esprimendosi in merito al ricorso di una coppia gay che aveva provato senza successo a registrarsi per sposarsi, la Corte suprema del territorio aveva stabilito che negare loro di farlo era discriminatorio. La decisione aveva aperto la porta di fatto ai matrimoni fra persone dello stesso sesso, una mezza dozzina a partire da giugno. Ora, il “compromesso” lodato dal ministro degli Interni bermudiano introduce le unioni civili, pur osteggiate dalla popolazione fino al 2016. Come accennato, le coppie eterosessuali, ovvero composte da un uomo e una donna, hanno ora sia il diritto di contrarre matrimonio che un’unione civile. Le coppie omosessuali, composte da due uomini o da due donne, hanno invece accesso solo alle unioni civili.

http://www.globalist.it/world/articolo/2018/02/08/bermuda-aboliti-i-matrimoni-gay-ma-rimangono-le-unioni-civili-2019143.html

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