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Bersani a Confindustria, no a ricatti sulle riforme

Roma – “Pensano davvero che la gente possa farsi ricattare?”. Pier Luigi Bersani interviene alla presentazione del libro di Federico Fornaro ‘Fuga dalle urne’ e replica all’allarme di Confindustria in caso di vittoria del No al referendum costituzionale: “Non si vive di solo pane” afferma l’ex segretario del Pd commentando le parole del presidente Boccia anzi, creando questo clima “la gente poi si indigna”. 

E sulla legge elettorale: “Non pensino che si debba cambiare per fare un piacere a me – sottolinea – è un problema sistemico”. Per Bersani serve un sistema basato sulla visione di Aldo Moro: “con meccanismi flessibili e accoglienti”. Perché se invece, come succede nell’Italicum, si avessero “meccanismi ipermaggioritari, verticalizzanti e con un eccesso di nominati, sarebbe come caricare la molla”. Servono, dunque, modifiche all’Italicum, per evitare l’aumento dell’astensionismo e l’impostazione antistema e antipolitica di questi ultimi anni. “Fallo flessibile, fallo leggero, come preferisci, ma impegnati se no vai contro un muro“, insiste l’ex segretario del Pd a poche ora dalla riunione della direzione del partito. “Se vogliamo chiamare ancora partito la ‘cosa collettiva che ci serve’ dobbiamo partire dai valori: dobbiamo avere tutti uguale dignità, dobbiamo indicare un punto di vista, i nostri programmi debbono partire dalla vita comune dei cittadini”. Insomma, “dobbiamo avere un principio e darci poi forme organizzative coerenti, usando il territorio non come un luogo in cui fare pedagogia, ma come luogo da conoscere e a cui dare risposte”. Per Bersani “una strada c’è, e passa dal collettivo: il leader la deve interpretare, ma deve avere orecchie sul territorio”.

Bersani sollecita anche ad avere piu’ “umiltà” nella lettura del voto, che sarà proprio uno dei temi della direzione Pd del pomeriggio. “Non puoi pensare di dirigere il traffico se non sai come sei arrivato li'”. Un esempio di mancata analisi del voto e’ quanto avvenuto nei piccoli comuni, “dove e’ presente un forte civismo spesso orientato a destra”, a riprova che “chi parla di assenza della destra non vede la mucca in corridoio”. In passato la politica e’ stata credibile quando “ha portato crescita economica ma coniugandola con la riduzione della forbice sociale”. Ma dal 1989 in poi il tema dell’antipolitica e’ stato e resta dominante, serve dunque una politica che risolve i problemi e ascolta il territorio. la chiave dunque, insiste, è “individuare programmi per risolvere i problemi dei cittadini”. (AGI)

 

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