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Bersani "nel Pd dominano arroganza e sudditanza"

Palermo – Pierluigi Bersani al contrattacco dopo le accuse lanciate da Matteo Renzi contro la minoranza dem alla Leopolda. “Il Pd è un partito plurale che non può camminare sulle gambe dell’arroganza e della sudditanza”, ha denunciato da Palermo l’ex segretario dei democratici. “A me ha fatto male sentire ‘fuori, fuori’, ma ha fatto ancora piu’ male, al di la’ della voce da tifoseria, il silenzio di chi e’ stato zitto”, ha spiegato.

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Bersani ha rimproverato al premier di aver creato “il deserto” attorno al partito, ha riaffermato il suo No al referendum costituzionale e ha bocciato l’intesa sulla legge elettorale firmata da un altro esponente della minoranza, Gianni Cuperlo: “E’ una sua scelta, io non giudico. Ma dico come la penso. Un partito che è al governo, che ha la maggioranza, che ha preso in mano la Costituzione e ha messo la fiducia alla legge elettorale ora pensa di cavarsela con un foglietto scuro. Quel foglietto per me vuol dire che Renzi vuole mantenere le mani libere”. ha affermato Bersani, “su quel foglio c’è scritto ‘stai sereno’. Io non sto sereno e voto No. Perché sono sicuro che votando No l’Italicum salta”.

Quando all’ipotesi di scissione, Bersani ha riaffermato di voler restare nel partito: “Non ne parlo certo io. Ho sentito un certo brivido leopoldino. In un partito di sinistra non puoi dire ‘fuori’, devi ammettere che la gente ragiona con la sua testa”. L’ex segretario ha insistito sulla necessità di un cambio di leadership nel Pd: “Dobbiamo separare il tema del Governo dal tema del partito”, ha sottolineato, “c’è poco da fare, anche perché noi abbiamo bisogno di fare un gesto politico che parli fuori da noi. Bisogna ricostruire un’area ulivista di centrosinistra, larga e plurale. Il segretario ce lo scegliamo noi, ma il candidato premier lo mettiamo a disposizione di una ricerca comune. Questa idea che facciamo tutto da soli, che il Pd fa tutto lui, ha ragione solo lui, questa idea di autosufficienza si sta dimostrando debolissima. Abbiamo perso tutti i ballottaggi, vuol dire che non sei neanche la seconda scelta, che hai creato il deserto. E’ un tema politico da porre all’ordine del giorno quando ci sarà il congresso”, ha concluso.  

 

 

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