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Bicameralismo addio, Renzi "un giorno storico"

Roma – Dopo 24 mesi c’è il via libera finale alle riforme costituzionali. Con una maggioranza schiacciante, 361 sì, e l’assenza delle opposizioni dall’Aula al momento del voto, la Camera dei deputati licenzia in via definitiva il ddl. La palla passa ora ai cittadini, che dovranno esprimersi attraverso il referendum. Il prossimo autunno – questa la data scelta dal governo – Matteo Renzi si giocherà il suo stesso futuro politico, avendo voluto sin dall’inizio legare a doppio filo il suo destino a quello delle riforme. Il primo commento, come sempre in questo governo molto ‘social’, arriva su Twitter ed e’ quello del ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi: “Dopo due anni di lavoro, il Parlamento ha dato il via libera alla riforma costituzionale! Grazie a quelli che ci hanno creduto #lavoltabuona”. Le fa eco da Teheran il premier Matteo Renzi: “esprimo la mia gioia più profonda. E’ un giorno storico per l’Italia. Si è dimostrato che la democrazia vince e trionfa. E’ un passaggio importante per la politica che dimostra di essere seria. Meno politici meno soldi alle regioni, più chiarezza nel rapporto tra Stato centrale e il territorio”, spiega il premier. “Si tratta di un gigantesco passo in avanti per la credibilità delle istituzioni. E’ una questione di serietà”. Ha quindi osservato: “Mano tesa all’opposizione ma questo governo non si ferma, non si blocca. E’ una questione di serietà. Questo governo è convinto nelle riforme, non abbiamo nessun timore o paura che il referendum sia personalizzato. I cittadini voteranno per cambiare, lo vedremo. Mi ricordo i sorrisetti di chi diceva che le riforme non andranno in porto, la politica ha riformato se stessa. Spero che questo spirito alimenti anche gli altri, che i sindacati sappiano riformare se stessi”. Adesso, conclude, “noi chiederemo il referendum. E’ un passo in avanti semplicemente strepitoso.

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