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Bill Gates ha deciso di regalare a tutti i neolaureati americani un certo libro

Bill Gates, fondatore di Microsoft e oggi filantropo, ha regalato a tutti i laureati americani del 2018 una copia digitale di un libro da lui molto amato e considerato uno dei saggi più educativi mai letti. Si tratta di un’opera di Hans Rosling – esperto di statistica e medico svedese scomparso lo scorso anno – dal titolo “Factfulness” ovvero “Dieci ragioni per cui non capiamo il mondo. E perché le cose vanno meglio di come pensiamo”. Il libro, pubblicato lo scorso aprile ed edito in Italia da Rizzoli, potrà essere scaricato dai giovani laureati statunitensi fino a venerdì su Gates Notes, il blog personale del filantropo.

Secondo Gates, il testo incoraggerà i giovani a pensare al mondo e ad agire nella società supportati dai fatti, senza lasciarsi condizionare da percezioni sbagliate che distorcono la realtà e la sottopongono alle letture personali e viziate. “Quando abbiamo una visione del mondo basata sui fatti – spiega Rosling – ci rendiamo conto che esso non è cattivo come sembra e iniziamo anche a vedere cosa fare per continuare a renderlo migliore”.

Attraverso un attento studio dei dati, Rosling dimostra che le cose non stanno andando così male e che, anzi, siamo di fronte a un radicale miglioramento. Per capirlo dobbiamo però imparare a guardare ai fatti con curiosità, a metterli in prospettiva e a saperci stupire: basta pensare alla vita dei nostri nonni per accorgerci degli enormi passi avanti che stiamo facendo, in ogni campo.

Per esempio, non ha più senso parlare di “mondo occidentale” e “mondo in via di sviluppo”, aumentando il baratro tra noi e il resto del pianeta, quando ormai quasi tutti i Paesi stanno raggiungendo lo stesso livello in termini di istruzione, di opportunità e di crescita. Abbiamo tutti la possibilità di usare la forza dei fatti a nostro vantaggio, per capire e non lasciarci accecare dalla rabbia, dall’ignoranza, dalle semplificazioni. Grazie anche a storie ed esempi di una chiarezza disarmante, Rosling ci sprona a essere curiosi, ma non si limita a fare domande, ci risponde avvalendosi della verità dei fatti.

Rosling nel suo libro scrive che il suo obiettivo è “combattere l’ignoranza devastante con una visione del mondo basata sui fatti”. Obiettivo che tocca in qualche modo anche il dibattito pubblico, animato in questi ultimi anni dal concetto di fake news e propaganda: “Negli Stati Uniti”, scrive Rosling, “i Democratici affermano spesso che i repubblicani ignorano i fatti e viceversa. Se ciascuno schieramento misurasse le proprie conoscenze anzichè puntare il dito contro i rivali, forse diventerebbero tutti più umili”.

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All’”ignoranza dei fatti” non è escluso nessuno. Non conta il ceto o l’istruzione. Un libro che è “l’ultima battaglia della mia incessante guerra contro l’ignoranza globale devastante, il mio ultimo tentativo di lasciare un segno nel mondo: cambiare la mentalità della gente, calmare le paure irrazionali e reindirizzare le energie verso attività costruttive”, continua Rosling. Dati per fare pulizia.

“Dati come terapia, conoscenze come fonte di serenità mentale. Perché il mondo è meno drammatico di quanto sembri”. Un libro che promette di fornire al lettore l’effetto che può avere “una dieta sana” o “l’esercizio fisico regolare” e un modo per “identificare le storie iperdrammatiche” e fornire “strumenti di pensiero per controllare l’istinto drammatico”. Un vademecum per non farsi influenzare dai media, e dai social media, e vivere più serenamente il mondo. Che non è, spiega attraverso dati e esperienze lo scienziato, così brutto come a volte lo dipingiamo.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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