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Bimba adottata da una coppia gay: la politica litiga si divide

Adozioni gayLa politica torna a dividersi su un tema etico. Stavolta per la notizia della bambina di 5 anni che, dopo la decisione del Tribunale dei minorenni, è stata adottata da una coppia di donne gay sposate all’estero. Nello specifico il Tribunale ha deciso che la piccola potrà essere adottata dalla compagna della madre biologica. Si tratta del primo caso in Italia di stepchild adoption, ossia l’adozione del figlio naturale o legittimo del partner, nel caso in cui non esiste un altro genitore che lo ha riconosciuto. La decisione ha suscitato un vespaio di polemiche. Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, si butta nella mischia con un manifesto molto particolare diffuso sui social network: si vede un bambino in mezzo a due coppie omosessuali. Sopra di loro cmapeggia una scritta: un bambino non è un capriccio, no alle adozioni gay.

La foto è di Oliviero Toscani, come scrive su Twitter Francesco Nicodemo (responsabile comunicazione del Pd): Scusa Giorgia Meloni, ma Oliviero Toscani sa che avete utilizzato un suo scatto per un manifesto che dire omofobo è poco?.  Carlo Fidanza (Fdi) tuona su Facebook: La vostra è una battaglia puramente ideologica (appunto, un capriccio), chissà quanti di voi hanno davvero tutta questa voglia di diventare genitori. E insiste alzando il tiro: Accusate chi non la pensa come voi di omofobia (non sapete nemmeno cosa sia) e intolleranza ma i veri intolleranti siete voi. E questo atteggiamento, nonché l’azione costante che la vostra lobby (lo siete, è inutile negare) svolge, dimostra che purtroppo anche la battaglia per le unioni civili per la stragrande maggioranza non è altro che un grimaldello per arrivare alle adozioni, proprio come è accaduto nei Paesi che citate. Amatevi (a scanso di equivoci nessuno dubita che ne siate capaci), accoppiatevi, accuditevi ma lasciate che un bambino possa crescere avendo come genitori un padre e una madre, proprio come è accaduto a voi.Ma se nel centrodestra gli animi sono particolarmente agitati, a sinistra non fila tutto liscio.

La sentenza ha creato qualche divisione anche nel Pd. Il deputato Simone Valiante si è smarcato dal coro degli entusiasti: Di tutto c’era bisogno meno che di questa proditoria sentenza sulle adozioni alle coppie gay. Leggo che il mio amico capogruppo Speranza, in modo spericolato, ha già lanciato il cuore oltre l’ostacolo invocando nuove leggi. Ricordo a Speranza che, se non mi sono perso qualche passaggio, noi democratici eravamo ancora i leali custodi della Costituzione. Quella che sancisce il diritto a una mamma e a un papà. Su Twitter è stato massacrato. Poi hanno continuato a litigare e a dividersi. E non solo sui social network.

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