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Blair prepara il ritorno, “May è insignificante”

Londra – Il premier britannico Theresa May? “Insignificante”. Il leader laburista Jeremy Corbyn? “Uno svitato”. L’ex primo ministro Tony Blair quindi sarebbe pronto a scendere in campo per “colmare un vuoto” che si è creato nella politica della Gran Bretagna. La rivelazione arriva dal Sunday Times che cita fonti vicine all’ex premier secondo le quali Blair sta addirittura cercando un ufficio vicino Westminister per trasferire il suo staff di 140 persone.

Contemporaneamente l’ex leader sta mettendo su un nuovo istituto di ricerca per seguire da vicino il processo Brexit, il Tony Blair Institute for Global Chance, e avrebbe anche reclutato l’ex membro del Parlamento, lo scozzese Jim Murphy, come consulente. La prossima settimana, continua il giornale, ci potrebbe essere un incontro con la May per un caffe’. E Blair avrebbe anche gia’ chiacchierato lungamente con l’ex cancelliere George Osborne, sempre per parlare del clima politico post Brexit. Il giornale ricorda anche che Blair ha piu volte criticato il governo di David Cameron per aver tenuto un referendum “senza sapere i termini del nuovo tipo di rapporto con l’Ue”. Sempre lui, l’ex premier labour, si sarebbe schierato nelle fila di quelli che chiedevano un secondo voto Ue prima dell’uscita ufficiale della Gran Bretagna dall’Europa. 

La carriera politica di Tony Blair è stata segnata da grandi successi e picchi di impopolarità. Il premier britannico, che ha annunciato le sue dimissioni per il 27 giugno, rimarrà alla storia come l’inventore del New Labour, ma anche come il leader che ha trascinato la Gran Bretagna nella guerra in Iraq.

Ecco una cronologia delle principali tappe della sua carriera:

  • 1983: il trentenne Blair conquista il seggio parlamentare di Sedgefield, vicino a Durham, la cittadina inglese dove ha vissuto gran parte di infanzia e adolescenza (è nato in Scozia).
  • 1984-88: è il principale portavoce del partito laburista.
  • 21 lug. 1994: John Smith ha un infarto. Blair gli succede alla guida del partito: diventa il più giovane leader della storia del Labour.
  • 2 mag. 1997: storica vittoria laburista alle politiche: dopo 18 anni all’opposizione il Labour conquista la maggioranza in Parlamento. Blair diventa primo ministro.
  • 13 giu. 1999: prima perdita di consensi per il New Labour nelle elezioni europee.
  • 8 giu. 2001: Blair rieletto per un secondo mandato, ma il Labour perde una decina di seggi in Parlamento.
  • 24 set. 2002: viene pubblicato in Gran Bretagna un dossier che accusa Saddam Hussein di essersi dotato di armi di distruzioni di massa.
  • 15 feb. 2003: mezzo milione di persone manifestano a Londra contro l’imminente conflitto in Iraq. Nonostante l’opposizione dell’opinione pubblica, Blair appoggerà Bush nell’offensiva contro Saddam Hussein.
  • 30 set. 2004: Blair annuncia che si candiderà per un terzo mandato, ma che non correrà per la quarta elezione come leader del Labour.
  • 5 mag. 2005: è eletto premier per la terza volta, ma il margine di maggioranza dei laburisti si restringe ancora.
  • set 2006: pressato dall’opposizione interna, guidata dal Cancelliere dello Scacchiere, Gordon Brown, annuncia che lascerà Downing Street entro settembre 2007
  • 8 mag. 2007: i partiti dell’Irlanda del Nord danno vita al primo esecutivo interreligioso. Un successo per il processo di pace portato avanti per dieci anni da Blair.
  • 27 giu. 2007: si dimette da premier e lascia Downing Street

Per approfondire

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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