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Blocco telefonico treni, sistema vecchio di 70 anni

Roma – “La sicurezza della tratta coinvolta dall’incidente e’ regolata tramite consenso telefonico che lascia interamente all’uomo la gestione ed e’ tra i sistemi meno evoluti e piu’ rischiosi di regolazione della circolazione ferroviaria”. E’ quanto ha affermato il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, intervenendo a Montecitorio per le comunicazioni del governo in relazione all’incidente ferroviario di ieri in Puglia.

“Purtroppo un sistema come quello del consenso telefonico che lascia interamente all’uomo la possibilita’ di intervento – ha spiegato Delrio – e’ oggi considerato maggiormente a rischio anche se utilizzato su tratte di esercizio compatibili con il sistema”. La sicurezza della circolazione ferroviaria nella tratta dove e’ avvenuto l’incidente, sono parole del ministro, “e’ regolata tramite il meccanismo del consenso telefonico: nel regime del blocco telefonico il capostazione non puo’ inviare un treno alla stazione successiva se non ha domandato e ottenuto dal capostazione della predetta il consenso a inviare quel determinato treno”. “La sezione di linea e’ dunque considerata normalmente bloccata, e viene liberata per la circolazione di volta in volta mediante il consenso dell’inoltro del treno; con tale procedura sulla sezione di linea puo’ essere presente un solo treno per volta. Il sistema di segnalamento con consenso telefonico, pur essendo sicuro, e’ certamente un sistema tra i meno evoluti rispetto alle tecnologie disponibili per la regolazione della circolazione ferroviaria: infatti il sistema si affida interamente all’uomo, nella fattispecie all’operativita’ dei capistazione, come sopra descritto. Le tecnologie oggi disponibili sono molteplici, e si adattano ai diversi regimi di esercizio in relazione alle caratteristiche della rete, alla frequenza dei convogli e alla velocita’ di esercizio. Nel caso di specie, sulla tratta a binario semplice in esame, il sistema di consenso telefonico e’ in uso da oltre sessant’anni: l’attuale frequenza dei convogli e’ praticamente inalterata da circa dieci anni, durante i quali non si sono evidenziati inconvenienti all’applicazione del sistema. Il sistema, ripeto, di e’ completa responsabilita’ della Ferrotramviaria, della societa’ di gestione”.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha voluto illustrare anche la situazione generale della sicurezza sui treni locali. “La rete delle cosiddette ferrovie secondarie esistente in Italia – ha chiarito Delrio – ha un’estensione totale di oltre 3 mila chilometri; a questa rete appartiene la rete in esame. Molte delle reti secondarie sono caratterizzate anche da standard tecnologici piu’ evoluti; altre reti, cosiddette isolate per la vocazione trasportistica e per gli standard di armamento adottati, presentano caratteristiche diverse. Nella rete delle ferrovie secondarie sono ancora presenti 2.700 chilometri di linea a binario unico. Su queste le tecnologie adottate sono diverse: consenso telefonico, blocco conta-assi, nei casi piu’ evoluti sistemi di controllo marcia treno. Da anni sono in corso interventi di ammodernamento tesi a raddoppiare le linee a semplice binario, nel caso in cui la domanda di trasporto lo giustifichi (la sicurezza non e’ garantita dalla presenza dei due binari: e’ la capacita’ che e’ garantita dalla presenza di due binari; anche binari unici sono molto sicuri, quando sono applicate tecnologie avanzate). Nel caso di specie la societa’ Ferrotramviaria della sua costituzione e’ una delle aziende migliori del panorama italiano in termini di efficienza ed efficacia del servizio offerto, di livello professionale degli addetti ed interventi di ammodernamento e miglioramento dell’esercizio eseguiti. Purtroppo – ha concluso – un sistema come quello del consenso telefonico, che lascia interamente all’uomo la possibilita’ di intervento, e’ oggi considerato maggiormente a rischio, anche se utilizzato su tratte con caratteristiche di esercizio compatibili con il sistema stesso”. (AGI) Lda/Chi

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