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Boeri presidente dell'Inps, "sara' un impegno gravoso"

(AGI) – Roma, 26 dic. – “Un impegno gravoso e una grande responsabilita’”. Cosi’ Tito Boeri, indicato come prossimo presidene dell’Inps dal Consiglio dei ministri del 24 dicembre scorso, commenta il nuovo incarico. “L’Inps – spiega all’Agi – e’ un’istituzione fondamentale per il Paese, soprattutto alla luce dell’andamento demografico, degli squilibri e dei grandi interrogativi che presenta il mercato del lavoro, in relazione ai giovani”. Boeri riferisce che la notizia della nomina e’ arrivata “all’improvviso”: “Il giorno prima stavo scrivendo”. Ed invece, d’ora in poi l’attivita’ di editorialista sara’ interrotta: “E’ una regola che ci siamo autoimposti a La Voce: chi riceve un incarico istituzionale si mette in aspettativa”. Nessun accenno sullo scottante tema delle pensioni: in particolare, riguardo ai trattamenti “d’oro”, e all’ipotesi di introdurre un “contributo d’equita’” (da calcolare sulla differenza tra pensioni percepite e contributi versati, limitatamente a chi percepisce importi elevati) accennato proprio in un suo articolo del gennaio scorso, Boeri preferisce non entrare nel merito rispondendo: “Credo profondamente in tutte le cose che ho scritto”. Nell’articolo “Pensioni: l’equita’ possibile’ (firmato da Boeri insieme a Fabrizio e Stefano Patriarca), si sosteneva che e’ possibile un’operazione di “equita’ inter e intragenerazionale”, chiedendo ai pensionati con un reddito pensionistico alto un contributo di equita’ basato sulla differenza tra pensioni percepite e contributi versati; secondo i loro calcoli si incasserebbero piu’ di 4 miliardi di euro, “riducendo previlegi concessi in modo poco trasparente”. “Questo intervento – concludono i tre economisti – chiede a solo il 10 per cento dei pensionati che hanno un reddito piu’ alto, e che possiedono il 27 per cento del totale delle pensioni, un contributo medio pari a meno di un quarto di quanto non e’ giustificato dai contributi che hanno pagato. Cio’ riduce solo in parte il mare magnum delle iniquita’ presenti nel nostro sistema previdenziale. Ma forse fara’ sentire, per una volta, i padri piu’ vicini ai figli”. (AGI) .
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