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Boldrini, legge elettorale? Sono altre le priorità

“Non c’è solo la riforma del voto”: “oltre al sistema elettorale esistono altre priorità, non meno urgenti e sentite. Ci sono misure che giacciono al Senato da mesi: provvedimenti che toccano i diritti individuali, la vita delle persone. E vanno approvati entro la legislatura”. Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, in un’intervista al Corriere della Sera traccia uno scenario della situazione del Paese e guarda al futuro. 

Il governo, sottolinea, “durerà finché ha una maggioranza in Parlamento”. L’importante è “dare la precedenza alla responsabilità e alla generosità. Capire ciò che è utile al Paese e anteporre questo interesse alle ambizioni personali, impedendo che abbiano il sopravvento”.

Quanto alla legge elettorale, “deve garantire la rappresentanza e la governabilità. E la deve plasmare il Parlamento, non la Consulta”. Come ricorda la Boldrini, “persistono troppe differenze tra Camera e Senato: vanno appianate, i due sistemi elettorali vanno resi omogenei”.

In questo scenario, c’è spazio per la sinistra: “I progressisti hanno il compito di arginare disuguaglianze che stanno impoverendo tanti e schiacciando la classe media. E non è un problema solo economico: è anche politico. Deve affermarsi una sinistra che rappresenti i nuovi esclusi”, sostiene il presidente della Camera, affermando che “il pensiero progressista non è morto. Va riproposto, seppure aggiornato, a un elettorato deluso, tradito, disorientato. Si pensava che l’identità di sinistra non fosse più di moda. Invece lo è”.

E di fronte a una destra, che non solo in Italia ma anche in Europa, guadagna terreno, Boldrini si chiede invece se “una sinistra con una forte identità può diventare maggioranza. Se non ora, quando?”. La destra “vince se lasciamo un vuoto culturale e politico”. “Se inseguiamo la destra sulla sicurezza, se non facciamo abbastanza per combattere la discriminazione delle donne in ogni campo, insomma se la sinistra fa la destra, vincono gli altri. Ci vuole – conclude – qualcuno che recuperi questi valori”.

In questa prospettiva, non bisogna dividersi: guardando alle fibrillazioni interne al Pd, la Boldrini ritiene che “sarebbe da irresponsabili frammentare l’area progressista mentre cresce l’Internazionale populista”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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