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Bombe su Aleppo, 90 morti; diplomazia in stallo in Siria

Roma – Ancora bombe sulla citta’ siriana di Aleppo, mentre la diplomazia latita e l’accordo Usa-Russia sul cessate il fuoco sembra un ricordo ormai lontanissimo. Sarebbero almeno 90 i civili rimasti sotto le bombe sganciate in oltre 150 raid aerei sulla citta’ siriana nelle ultime 24 ore delle forze del regime di Assad e da quelle di Mosca sui quartieri orientali della martoriata citta’, controllati dalle fazioni di opposizione. Tra le vittime anche molte donne e bambini. L’inizio dei raid e’ stato annunciato nella notte dal Comando delle operazioni militari ad Aleppo, che ha chiesto ai civili di mantenersi lontani dalle posizioni dei “gruppi terroristi”. Le forze armate hanno promesso che i civili che si dirigeranno verso le postazioni dell’esercito non saranno arrestate ne’ interrogate, ma che al contrario sara’ offerto loro rifugio. I nuovi tentativi di Russia e Usa di riattivare la tregua sono finora naufragati anche dopo l’ultimo incontro in serata a New York tra John Kerry e Serghei Lavrov. Abbiamo registrato solo “un piccolo progresso” ha riferito Kerry aggiungendo che con il collega russo “stiamo valutando alcune rispettive idee in modo costruttivo”.

Da parte sua Lavrov e’ certo che per trovare una via d’uscita alla carneficina siriana non ci sia altra strada che l’intesa raggiunta tra lui e Kerry, il 9 settembre scorso a Ginevra. Intesa per un cessate il fuoco di fatto mai rispettata ma che “non ha alternative” per Lavrov, secondo il quale “ora e’ essenziale impedire che questi accordi saltino”. Nulla di fatto anche nella riunione di una ventina di Paesidel Gruppo internazionale di sostegno alla Siria, che si e’tenuta questa notte a margine dell’Assemblea generale dell’Onu. Il vertice si e’ concluso a tarda ora senza che Russia e Usa riuscissero a raggiungere un accordo sulla ripresa della tregua. L’inviato Onu per la Siria, Staffan de Mistura, ha parlato di colloqui “dolorosi e deludenti”. L’obiettivo della riunione era far rivivere la treguaraggiunta il 9 settembre, rimasta in piedi una sola settimana,quando l’esercito siriano l’ha data per conclusa dopo decine diviolazioni e la mancata consegna degli aiuti umanitari. (AGI)

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