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Bonvicini, spuntano gli abusi sessuali.

bonvicini-2Nuovo filone d’inchiesta della procura nei confronti dell’ex poliziotto in carcere da novembre.

SAVONA. Pericolo di reiterazione del reato e inquinamento delle prove. Per i giudici del tribunale del Riesame di Genova, Alberto Bonvicini deve rimanere in carcere. Senza dubbio. Ma per l’ex comandante della polizia postale di Savona il futuro sembra restare burrascoso.

Nelle ultime settimane gli uomini della squadra mobile della polizia starebbero infatti seguendo una nuova pista investigativa che porterebbe ad una serie di presunti abusi sessuali commessi da Bonvicini.

Al momento il riserbo a palazzo di giustizia è massimo, anche se il lavoro coordinato dal sostituto procuratore della Repubblica Giovanni Battista Ferro, sarebbe in una fase abbastanza avanzata.

Impossibile avere particolari sulla vicenda e soprattutto indicazioni sulle presunte vittime, ma la decisione dei giudici genovesi (dopo quella analoga intrapresa dal gip Fiorenza Giorgi) sembra in grado di poter lasciare un solco pesante sul futuro giudiziario di Alberto Bonvicini.

Soprattutto chiarisce come il poliziotto sia finito in carcere per una somma di ragioni che vede prevalere la circonvenzione d’incapace di Luisa Bonello e la truffa ai danni dello Stato.

Ma sarebbe stato il comportamento di Alberto Bonvicini all’indomani dell’apertura dell’inchiesta dopo la morte della dottoressa Bonello ad aggravare la sua posizione.

Sempre secondo il castello accusatorio, che trova l’opposizione del collegio difensivo (il genovese Bruno Lo Monaco è stato affiancato a Luigi Gallareto), l’ex responsabile della Postale avrebbe a più riprese avvicinato i suoi colleghi per convincerli a testimoniare in un certo modo, ma soprattutto avrebbe continuato a tenere vivi tutti i suoi rapporti con le amicizie iniziali in particolare con quelle di sesso femminile.

Una situazione che gli inquirenti hanno continuamente monitorato e che ha spinto il sostituto procuratore Ferro a chiedere la misura cautelare in carcere di fronte al continuo lavorio sotto traccia di Bonvicini.

Ed ora, alla luce del nuovo filone d’indagine, la sua posizione potrebbe ulteriormente aggravarsi. Non resta comunque che aspettare per avere eventuali conferme su un aspetto che risulterebbe sorprendente per un uomo che durante la sua carriera lavorativa ha combattuto con tutti i mezzi contro gli abusi ed in particolare la pedofilia attraverso incontri nelle scuole e il monitoraggio continuo dei personaggi sospetti. Indubbiamente sarebbe un “colpo basso” anche a tutti quelli che lo conoscono e gli sono stati a fianco negli ultimi anni.

Al momento però le uniche certezze accusatorie sono quelle evidenziate dall’ordinanza di custodia cautelare del gip Fiorenza Giorgi, ribadite in larga parte dall’ordinanza del riesame che l’altro giorno ha deciso di non concedere l’attenuazione della misura, tenendo Bonvicini in carcere.

ciolina@ilsecoloxix.it

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