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Boom scuola-lavoro, coinvolti 600mila studenti

Roma – Nell’ultimo anno 652.000 studenti delle scuole superiori sono stati impegnati in percorsi di alternanza scuola-lavoro. Numeri importanti, sottolinea il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica, Stefania Giannini, che ha presentato oggi nella sede del Miur il monitoraggio nazionale dei percorsi, insieme al lancio del programma “I campioni dell’alternanza” che coinvolge un gruppo di 16 organizzazioni – aziende grandi e medie, Ordini professionali e Terzo settore – con cui sviluppare progetti di qualità. Dal monitoraggio emerge che sono 652.641 gli studenti che hanno partecipato ai percorsi di alternanza, a fronte dei 273.000 dell’anno 2014/2015, segnando un +139% di ragazzi interessati.

 

Alternanza #scuolalavoro è sfida per Paese. È risposta a disoccupazione giovanile e fenomeno #neet. Ecco numeri e strumenti presentati oggi pic.twitter.com/t1xR80ijtq

— Stefania Giannini (@SteGiannini) 18 ottobre 2016

In particolare, sono 455.062 gli studenti delle classi terze, quelli coinvolti per primi dall’obbligo previsto dalla legge ‘Buona Scuola’, che ha introdotto un numero di ore minimo da effettuare – 200 nell’ultimo triennio dei licei e 400 nell’ultimo triennio dei tecnici – e uno stanziamento di 100 milioni all’anno per questo capitolo. Dei 455.062 ragazzi delle terze, il 50% sono studenti che frequentano indirizzi liceali in cui si registra un vero e proprio boom di partecipazione all’alternanza.

DOVE HANNO FATTO ALTERNANZA GLI STUDENTI? 

Soprattutto in imprese (36,1% dei casi), a scuola con l’impresa simulata o svolgendo attivita’ interne, ad esempio nelle biblioteche (12,4%), nelle Pubbliche Amministrazioni (8,5%), nel settore No Profit (7,6%) e per la restante percentuale in studi professionali, ordini, associazioni di categoria. Sedici le organizzazioni ‘campioni’ dell’alternanza dai colossi alle medie aziende, Ordini professionali e Terzo settore, da Eni a General Electric, da McDonald’s a Zara, a Poste Italiane. Queste sedici aziende metteranno a disposizione per questo anno scolastico 27mila posizioni di alternanza, posizioni che verranno incrementate per il prossimo triennio. In generale la risposta delle imprese all’appello del Miur è stata molto propositiva. “Questo gruppo di imprese per lo più grandi ma non solo, si stanno offrendo per fare da apripista”, ha sottolineato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ricordando che sono previsti incentivi per le aziende che fanno alternanza. 

PROSSIMO OBIETTIVO, 1.150.000 STUDENTI

L’obiettivo per il secondo anno dell’obbligo, spiegano al Miur, è quello di arrivare a 1.150.000 studenti in alternanza durante questo anno scolastico e 1.500.000 a regime. “I numeri del primo anno di attuazione sono incoraggianti e importanti. Nelle classi terze, quelle direttamente coinvolte dalla riforma, ha partecipato il 90% degli studenti previsti – ha dichiarato Giannini -. Con la riforma abbiamo portato l’alternanza fuori dalla sperimentazione, trasformandola in una pratica strutturale per migliorare l’occupabilità dei nostri giovani e contrastare la disoccupazione e il fenomeno dei Neet. Dopo un primo anno di grande dinamismo, in cui non sono mancate le difficoltà tipiche delle fasi di attuazione, ora dobbiamo lavorare tutti insieme, come sistema Paese, per innalzare sempre di più i livelli di qualità dei percorsi di alternanza”.

 

Dentro @HPE_IT gli studenti imparano a gestire i progetti e a lavorare in team #CampioniAlternanza https://t.co/ePdCDN5UKV

— Miur Social (@MiurSocial) 18 ottobre 2016

 

“Lo faremo – ha proseguito il ministro – a partire da iniziative come quella che lanciamo oggi. Forniremo poi agli studenti, alle famiglie e alle scuole, gli strumenti necessari per conoscere meglio i loro diritti e doveri, per incrociare le necessità delle istituzioni scolastiche con le offerte di istituzioni e aziende pronte ad ospitare studenti in alternanza, per dare ai nostri docenti le competenze necessarie per gestire questi processi”. “L’alternanza è scuola a tutti gli effetti – ha ricordato il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi – per questo deve essere fatta e fatta bene. La scuola è riuscita ad abbattere quel muro ideologico che la divideva dal lavoro, adesso occorre che le aziende e le istituzioni pubbliche ci aiutino. Solo così faremo vera alternanza e aiuteremo i ragazzi”. (AGI) 

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