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Boris Johnson si è dimesso. Il problema ora è sfrattarlo

Sono trascorse ormai due settimane da quando Boris Johnson ha lasciato la poltrona più alta del Foreign Office in polemica con il piano sulla Brexit della premier Theresa May, giudicato troppo morbido. Nel frattempo, però il suo successore Jeremy Hunt non è ancora riuscito a insediarsi a Carlton Gardens, residenza ufficiale del ministro degli Esteri del Regno Unito, dal momento che Johnson e sua moglie la tengono ancora occupata. Il motivo? La lussuosa dimora di quattro piani da 2,3 milioni di sterline che i Johnson posseggono nell’esclusivo quartiere di Islington è stata affittata nel frattempo a Wayne McGregor, coreografo del Royal Ballet, che versa al politico conservatore un affitto di “oltre 10 mila sterline”, come aveva dichiarato quest’ultimo. Molto oltre le 10 mila sterline, supponiamo. 

Riassumendo: Johnson affitta casa sua mentre continua a vivere a spese dei contribuenti in una residenza che costa al governo un canone di locazione che nel 2015 era pari a 483.241 sterline annue, senza contare il fatto che continua a utilizzare servizi di scorta che non gli spetterebbero più, spiega il Mirror. Ovvero, in queste due settimane ha fatto spendere allo Stato migliaia di sterline perché vuole traslocare con calma e magari dare tempo a McGregor di trovare una sistemazione alternativa. Appare difficile che Johnson non possa permettersi di stare in albergo: per quanto avesse definito “mangime per polli” le 250 mila sterline all’anno che guadagnava da ministro degli Esteri, il ritorno alla vecchia occupazione di commentatore strapagato per il Telegraph dovrebbe consentirgli di mantenere uno stile di vita dignitoso. 

Fonti del governo hanno spiegato che Johnson avrebbe il permesso di restare a Carlton Gardens finché il suo nuovo alloggio non sarà pronta e starebbe nel frattempo pagando i costi delle utenze, sebbene – aggiunge il Mirror – non avrebbe dichiarato, come da prassi, la residenza di Carlton Gardens un “benefit tassabile”. Il caso politico non poteva però non esplodere. Il deputato laburista David Lammy ha parlato di un “serio problmea di classe”: “Persone come Johnson, imbevute di privilegio, si sentono autorizzate a pretendere molto più di quanto spetta loro mentre i più poveri della nostra società non godono nemmeno dei diritti di base”. Aalya Moses, una delle sopravvissute del rogo della Grenfell Tower, si è domandata “in che pianeta viva” l’ex ministro. “Un uom come lui avrà guadagnato un sacco di soldi e sta vivendo gratis in una seconda casa dove non dovrebbe più stare a spese dei cittadini”, ha affermato, “è disgustoso, è oltraggioso”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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