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Borse Asia ed Europa brindano al Trump "presidenziale"

New York – Dalla depressione a una moderata euforia: le Borse asiatiche hanno rifiatato e quelle europee hanno ripreso a marciare nel Day After dell’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Dopo il rialzo di Wall Street e il rimbalzo di Tokyo che ha annullato le pesanti perdite di mercoledì, guadagnando anche qualcosa, Francoforte ha aperto su dell’1%, Parigi dell’1,3% e Londra dello 0,8%. Milano è arrivata a guadagnare oltre il 2% e poi si è attesa attorno all’1,30%. E’ la dimostrazione che il primo discorso in stile presidenziale del neo-eletto candidato ha soddisfatto i mercati e alimentato speranze su una nuova politica economica di riduzione della pressione fiscale e di aumento della spesa pubblica con ambiziosi piani infrastrutturali.
Intanto Standard & Poor’s ha confermato il giudizio sugli Stati Uniti: l’agenzia ha mantenuto il rating sovrano ‘AA+/A-1+’  e l’outlook “stabile”, spiegando che “la solidità istituzionale di lunga data e il sistema di pesi e contrappesi degli Stati Uniti saranno di supporto all’esecuzione politica nella amministrazione Trump, nonostante la mancanza di esperienza del presidente eletto in incarichi pubblici che aumenta l’incertezza sulle proposte politiche”. Tuttavia ha aggiunto che l’elevato livello del debito federale e l’aumentata incertezza sulla sua traiettoria rappresentano un limite per i rating della prima economia mondiale.
Milano, trainata dai titoli bancari, a metà giornata era ancora in rialzo ma sotto i massimi di seduta. L’indice Ftse Mib ha segnato +1,30% a 17.017 punti, dopo aver toccato anche un +2,1%, mentre l’All Share guadagna l’1,22%. 
 
 
 
Rendimento in lieve rialzo per i BoT annuali assegnati in asta dal Tesoro: quello lordo annuo è pari a -0,217%, in aumento di 2 punti base rispetto all’asta del mese precedente. La domanda si è mantenuta su buoni livelli attestandosi a 10,53 miliardi di euro a fronte dei 6 miliardi offerti e interamente assegnati dal Tesoro. La data di regolamento dell’asta cade sul prossimo 14 novembre.
In cauto rialzo anche il prezzo del petrolio (in attesa del vertice Opec 30 novembre che deve decidere sui tagli alla produzione), così ciome l’oro 
e soprattutto il rame che ha guadagnato oltre il 13% grazie attese di un aumento della spesa in infrastrutture e all’ottimismo sulla domanda cinese.
 
I listini orientali hanno chiuso euforici per il nuovo Trump del primo discorso post elezione: ha terminato le contrattazioni in rialzo del 6,72%. Hong Kong ha guadagnato l’1,9%, Shanghai a +1,3%.
 
 
 
 
 
 
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