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Borse in profondo rosso, la sterlina ai minimi da 31 anni

Roma –  Panico sui mercati mondiali dopo una notte trascorsa con il fiato sospeso nell’attesa dell’esito del combattuto referendum sulla Brexit. Piazza Affari in caduta libera, non riesce a fare prezzo. Se inizialmente la perdita era stata ‘contenuta’ è perchè molti titoli del listino erano ancora bloccati. Tuttora sono fermi i bancari. In asta di volatilità i pochi in contrattazione, tra cui Buzzi (calo teorico -10,97%) e sempre cali teorici per Fca -14,29% e Telecom -14,8%.

Dopo le chiusure al ribasso di quelle asiatiche, apertura drammatica per le borse di tutta Europa. In caduta libera anche i futures sull’indice Ftse della Borsa di Londra che perdono oltre il 7% in scia alla caduta di Tokyo che ha perso il 7,92%, per il mercato nipponico si e’ trattato della peggiore giornata del marzo 2011, il crollo causato dall’incidente alla centrale nucleare di Fukushima dopo il devastante terremoto. Francoforte e Parigi aprono in profondo rosso, rispettivamente -9,94%  e -8%. Le Borse di Londra e Francoforte mantengono comunque la rotta e proseguono con la programmata fusione, malgrado la Brexit. Lo rendono noto i due listini, che prendono atto del voto per il ‘Leave’ al referendum in Gran Bretagna. Tutte le borse asiatiche hanno chiuso in netto calo: Hong Kong giu’ del 4,67% e Shanghai del’2,76%. 

Tempesta anche sui titoli di Stato: lo spread, la differenza di rendimento, tra Btp e Bund tedeschi si è ampliato fino a 185 punti base dalla chiusura a quota 130 punti della vigilia con il decennale italiano che rende l’1,7%, mentre il tasso del bund è piombato al minimo record di -0,17% per poi risalire a -0,15%. 

A soffrire sono soprattutto le valute con la sterlina che dopo un avvio iniziale trionfante sulla scia dei sondaggi è crollata nella notte man mano e affonda di oltre il 10% a quota 1,3305 dollari, il minimo da 31 anni. Il rendimento del gilt, il decennale britannico, scende al minimo record dell’1,014%, per l’effetto Brexit. Gli investitori si rifugiano nei titoli del debito pubblico, considerati beni rifugio.

Debole anche l’euro che apre in calo sotto quota 1,10 dollari, la moneta europea passa di mano a 1,0996 dollari e 111,98 yen. Dollaro/yen a giu’ a 101,74 dolari, dopo essere sceso sotto quota 100. La sterlina e’ a 1,3408 dollari, dopo un minimo dal 1985 i oltre il 10% di 1,3229 dollari. L’effetto Brexit fa lievitare i beni rifugio. Il franco svizzero avanza a 1,0708 sull’euro, dall’1,0624 di questa notte.

Immediato anche l’effetto sulle materie prime: mentre il petrolio è in calo e cede oltre il 6% a 47 dollari per il barile Wti e il Brent perde poco meno (il 5,95%) a 47,88 dollari, corre l’oro, considerato il bene rifugio per eccellenza. Le quotazioni del metallo giallo, forti da giorni, salgono del 7,8% ai massimi dal 2008

La Boe, la Banca d’Inghilterra annuncia che prendera’ tutte le misure necessarie” per assicurare la stabilita’ finanziaria, dopo la vittoria dei ‘Leave’. La Boe precisa che ha gia’ predisposto a delle soluzioni di emergenza e che lavorera’ in stretto conto con il Tesori britannico e con le altre banche centrali internazionali.

 

(AGI) 

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