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Borse scommettono sul "remain" Cameron, un "no" per il futuro

Roma – La Gran Bretagna col fiato sospeso, a 24 ore dal referendum piu’ importante degli ultimi decenni. Dopo l’allarme dei giorni scorsi, le borse sembrano oggi tirare il fiato e scommettere di piu’ per il “remain”. Sono convulse le ultime ore della campagna elettorale, con l’inevitabile scia di polemiche come nel confronto infuocato tra l’ex sindaco di Londra, il conservatore Boris Johnson, e il suo successore, il laburista Sadiq khan, le cui posizioni in merito al voto sono contrapposte. E’ di stamane l’appello del premier David Cameron: in caso di Brexit, il Regno Unito corre il rischio di restare “isolato” mentre sarebbe “piu’ sicuro, piu’ forte e migliore se resta nell’Europa, anche per le generazioni future”.

La sterlina e’ intanto in ripresa sull’euro, e in frenata sul dollaro, mentre i mercati recuperano a meta’ di una seduta poco ispirata e molto attendista, condizionata dalla vigilia del voto. Piu’ debole Milano, che appare piatta segnando lo 0,01%. Brilla Francoforte, in rialzo dello 0,55%. Londra segna +0,66%, Parigi +0,82%. E se la stampa britannica sembra spaccata tra i “leave” (come The Daily Telegraph e The Sunday Times) e i “remain” (The Guardian e The Times),anche il mondo industriale appare diviso: 1.300 dirigenti britannici, inclusi gli amministratori delegati di 51 delle 100 compagnie piu’ quotate dell’indice ‘footsie’, si appellano perche’ il voto sia contro la Brexit. Le piccole imprese invece uscirebbero volentieri dalla Ue. L’Europa intanto non resta a guardare: un vertice a quattro tra i presidenti di Commissione Ue, Parlamento, Consiglio europeo e presidenza Olandese si terra’ venerdi’ mattina (all’alba del 24 sono previsti i primi risultati ufficiali),mentre Jean-Claude Juncker ha gia’ fatto sapere che in caso di Brexit, non si dimettera’ dalla presidenza della Commissione. Anche in Italia, il referendum britannico non lascia indifferenti i leader politici.

Monito di Junker a Londra: se vince sì nessuna rinegoziazione, chi è fuori è fuori

E’ intervenuto anche il cardinale Angelo Bagnasco secondo cui la Brexit non è un bene, “ma non bisogna fare i padroni”. E in caso di Brexit, ci sara’ poco da brindare: a rischio infatti, fa sapere la Coldiretti, sono anche le ‘bollicine’. Va considerato che la Gran Bretagna e’ diventato nel 2016 il primo mercato mondiale di sbocco delle spumante italiano con le bottiglie esportate che hanno fatto registrare un aumento record del 38% nel primo trimestre consentendo il sorpasso sugli Stati Uniti: ovviamente, in caso di uscita dalla Ue, si sconvolgerebbe tutto l’equilibrio dei rapporti commerciali.

Renzi, invito gli amici britannici a riflettere bene su un eventuale no all’Europa

“Oggi il quotidiano inglese The Guardian pubblica un mio articolo sulla Brexit, un caldo invito ai nostri amici britannici a riflettere bene su un eventuale no all’Europa”. Lo scrive il premier Matteo Renzi nella sua e-News. “Ma al di la’ delle mie parole – aggiunge – quello che mi colpisce moltissimo e’ la foto che ritrae una giovane mamma, il marito, i due figli. Lei e’ Jo Cox, deputata laburista, fortemente impegnata per le ragioni di chi vuole restare in Europa. E in questa immagine la vediamo sul Tamigi con i propri figli in una iniziativa di campagna elettorale. Appena qualche ora dopo questa giovane mamma, una mia coetanea, una nostra concittadina europea di passaporto britannico e’ stata uccisa da un estremista fanatico”. Per Renzi “il marito, Brendan Cox, ha scritto cose molto belle, denotando grande forza d’animo. Ma tutte le volte che penso a Jo – prima del referendum – mi viene in mente l’immagine dei suoi figli, bambini cui e’ stato negato un futuro con la mamma in nome di una cultura di odio e di disprezzo dell’altro. Fare di tutto per affermare le ragioni del dialogo, del rispetto, dell’ascolto, della tolleranza. Fare di tutto perche’ quei bambini possano vivere in una cultura di non violenza, la stessa cultura per la quale Jo Cox ha vissuto e ha amato”.

Merkel, voglio che la Gran Bretagna resti nell’Ue, ma decisione spetta ai cittadini

Angela Merkel e’ tornata sul referendum di domani nel Regno Unito per ribadire ancora una volta la propria contrarieta’ alla Brexit. “E’ ovvio che voglio la Gran Bretagna resti nell’Unione Europea”, ha affermato a margine di un colloquio a Berlino con la premier polacca Beata Szydlo, per poi pero’ affrettarsi a precisare che comunque “la decisione spetta ai cittadini britannici”. In numerose occasioni la cancelliere tedesca si e’ espressa a favore della permanenza di Londra tra i Ventotto, e la settimana scorsa avverti’ che un’eventuale uscita comporterebbe la perdita di tutti i benefici legati all’appartenenza comunitaria.

Lagarde (FMI),vittoria di Brexit “impatterà sull’economia Usa”

Se vincertanno i sì all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea “ci sarà un impatto sull’economia Usa anche se non ci sarà alcuna recessione”. Lo ha affermato il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde aggiungendo e l’entita’ dell’eventuale impatto “resta ancora argomento di dibattito”. Secondo Lagarde come conseguenza del ‘si’ al referendum si dovrebbe rafforzare il dollaro e potrebbe portare a una nuova ondata di ‘protezionismo’ commerciale. “Le misure protezionistiche – ha avvertito Lagarde – restano comunque controproduttive per a crescita”. 

Stoltenberg (Nato),serve una Gran Bretagna forte dentro un’Europa forte

“Un Regno Unito forte dentro un’Europa forte. Questo è bene sia per il Regno Unito sia per la Nato”. Lo afferma il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in una intervista al ‘Guardian’ sulla Brexit. Per l’ex premier norvegese la permanenza della Gran Bretagna nella Ue e’ vitale per combattere il terrorismo e mantenere la stabilita’ del continente. “Il Regno Unito – dice Stoltenberg – e’ come un ponte tra la Ue e la Nato, tra la Ue e gli Usa”. (AGI)

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