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Bozza Pd su Italicum, ma Bersani "non ottimista"

di Serenella Ronda

Roma. – La Commissione del Pd che sta lavorando alle modifiche da apportare all’Italicum ha elaborato una prima bozza di documento che ora dovra’ essere sottoposta al vaglio delle varie ‘anime’ della minoranza Pd. Anche se 1non nasconde la sfiducia sulla possibilita’ di trovare un’intesa: “Nonsono ottimista. Poi non si sa mai, i miracoli possono sempre avvenire”, spiega l’ex segretario dem. Dopo rinvii e slittamenti e una certa dose di incertezza sulla riunione stessa, alla fine la Commissione si vede nella sede nazionale del partito al largo del Nazareno. Ed è lo stesso Gianni Cuperlo, esponente della minoranza dem, a dare l’annuncio in serata: “Nella riunione della commissione incaricata all’ultima direzione, Lorenzo Guerini ha presentato una bozza di documento sulla riforma della legge elettorale. Per correttezza mi sono riservato un giudizio politico e di merito sul testo e lo sottoporrò alla valutazione delle minoranze del Pd. I tempi di questa verifica saranno necessariamente rapidi”. Invita alla prudenza anche il vicesegretario Guerini, che spiega: “Stiamo lavorando su una ipotesi di documento. Nulla di definitivo. Un pezzo alla volta”. E il capogruppo dem alla Camera, Ettore Rosato, annuncia: “Ci sara’ un’altra riunione. Stiamo lavorando bene”.

ACCORDO IN SALITA
Dunque, seppur in salita, prosegue il tentativo messo in atto dalla maggioranza del Pd, su input del segretario e presidente del Consiglio Matteo Renzi, di cercare un accordo sulle modifiche da apportare all’Italicum, la legge elettorale entrata in vigore lo scorso luglio. L’importanza di ricucire le divisioni interne al Pd è legata soprattutto al referendum costituzionale del 4 dicembre: Renzi vorrebbe evitare che una parte del partito si schieri apertamente e ufficialmente per il No. Tuttavia, dalle prime reazioni che trapelano, la minoranza Pd – area bersaniana – non accoglie la notizia della bozza con entusiasmo. Tutt’altro. Il punto non è avere un documento, è da sempre la linea, ma un atto formale che dimostri la reale intenzione di cambiare l’Italicum prima del 4 dicembre. Ad esempio, è tra le richieste, incardinare un testo in commissione Affari costituzionali. E, soprattutto, Renzi deve metterci la faccia. E infatti, al di là del tentativo a cui non si sottrae la minoranza dem, con la presenza di Cuperlo, è Bersani a mostrare tutto lo scetticismo sulla buona riuscita della Commissione: “Non posso perdonare a Renzi e compagnia di aver messo la fiducia sulla legge elettorale”, spiega l’ex segretario oggi ospite di un videoforum su Repubblica.it. “A Cuperlo stamattina ho detto che io sono intimamente convinto che è molto difficile dire, come fa Renzi, che l’Italicum è buono, ottimo, e poi prendere l’iniziativa di cambiarlo. Perché uno deve anche riconoscere che c’è un limite nelle cose”, aggiunge Bersani.

RENZI, PRONTO A CAMBIARLO. E APRE SU TEMA BALLOTTAGGIO
Ma è Renzi in persona a ribadire l’intenzione reale di cambiare la legge elettorale: “Hanno paura della legge elettorale? Ho detto che la cambio. Mi dispiace, perché l’Italicum è una buona legge. Ma se vogliono…”, spiega il premier dalle pagine del nuovo libro di Bruno Vespa, di cui vengono diffuse alcune anticipazioni. Renzi confuta anche la tesi, sostenuta dai detrattori della riforma, che il combinato disposto del ddl Boschi e dell’Italicum porti a un premierato forte: “la riforma non cambia i poteri del premier”, scandisce. Parole che tuttavia non convincono Bersani: “Per la prima volta nella storia il governo imbraccia la riforma costituzionale e il governo cambia la legge elettorale con la fiducia. Stiamo tirando la volata a soluzioni regressive”. Infine, l’ex segretario, che lunedì sarà in Sicilia dove parteciperà ad alcune iniziative a sostegno del No al referendum, scandisce: “Non mi si dia del traditore perche’ li sbrano davvero. Se faccio quel che faccio è perché penso che stiamo tirando la volata alla destra, e con l’Italicum e con la riforma stiamo preparando la cuccia a qualcuno che viene dopo di noi”. Poi in serata il premier da Padova apre sulla possibilità di avere una legge elettorale senza il ballottaggio che caratterizza l’Italicum. “Il dibattito sul referendum non è sul governo né sulla legge elettorale su cui abbiamo detto, ‘se volete cambiarla la cambiamo’”, ha premesso a Padova. “La legge elettorale si cambia in due mesi. Io penso che la legge col ballottaggio non fosse nulla di male, anzi dava garanzia di vittoria. Ma a me va bene qualsiasi legge”, ha aggiunto, prima di precisare che “basta che non sia il Porcellum”. 

(AGI) 

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