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Braccio di ferro Renzi-Berlusconi Pd: nostro candidato e' Mattarella

(AGI) – Roma, 27 gen. – Un nome credibile, che unisca, che eviti la slavina dei tiri al piccione e dei veti incrociati.E in serata arriva la dichiarazione di lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd: “Si parte e si arriva con Mattarella”.  Guerini lo ha detto conversando con i cronisti della Camera dei Deputati ai quali conferma: “Mattarella e’ il nostro candidato. Stiamo lavorando, la nottata e’ lunga”. In serata, in Transatlantico, Guerini si e’ soffermato a lungo con Giuseppe Fioroni, dopo aver incontrato anche il tesoriere del partito Francesco Bonifazi e il ministro Maria Elena Boschi.

La partita per il Quirinale entra nel vivo e Matteo Renzi apre la danze prima con i deputati e poi con i senatori Pd, in una giornata intessuta di contatti e colloqui. Su tutti, quello a Palazzo Chigi con Silvio Berlusconi, che ieri aveva dato forfait ma che oggi si intrattiene un paio d’ore con il Presidente del Consiglio. E’ quello che i due si dicono a costituire il sale della giornata. Il fatto e’ che, nel rispetto delle regole del gioco, le versioni che circolano alla fine sanno ancora molto di pretattica di spogliatoio. Ecco allora che Sergio Mattarella pare essere il primo nome ad emergere. Il giudice della corte costituzionale starebbe raccogliendo la maggiore condivisione nel Pd. Pesa pero’ il no di Forza Italia. Un no che Berlusconi avrebbe fatto presente. Anche se arriva un altola’ dal presidente del consiglio: “Noi non mettiamo veti e non accettiamo veti”. A questo punto Berlusconi prende atto e riunisce i suoi parlamentari. Dice: Renzi ha accettato i nostri no; rompere non conviene neanche al Pd; abbiamo tracciato l’identikit del nuovo Capo dello Stato; deve essere un politico esperto. Infine, per quanto riguarda proprio la questione di Mattarella, si sappia che di nomi non ne sono stati fatti.

A questo punto l’unica certezza e’ che Renzi e Berlusconi torneranno a vedersi, magari gia’ domani. Intanto le versioni contrastanti comportano due conseguenze.

La prima e’ il rafforzamento della candidatura di Giuliano Amato, che potrebbe comunque risultare piu’ accettabile a Forza Italia. La seconda la sostanziale incertezza de quadro generale. Il fatto e’ che “tutti i candidati al momento presentano dei rischi nel segreto dell’urna”, ammettono a mezza bocca i renziani. Sullo sfondo resta l’incubo del 2013, con i franchi tiratori a farla da padrone nelle prime votazioni e il Pd che entra in una profonda crisi politica. Renzi vuole assolutamente scongiurare ogni pericolo: ecco perche’ non e’ escluso che possa prendersi ancora un po’ di tempo e fare il nome direttamente sabato mattina.

A meno di sorprese comunque da domani l’indicazione che dovrebbe arrivare e’ quella di votare scheda bianca.

I nomi li fanno anche i 5 Stelle. Dieci, per la precisione, che formeranno la ‘rosa’ da sottoporre al vaglio delle ‘Quirinarie’ on line. La lista di candidati arriva dall’assemblea dei parlamentari M5S: consensi e dissensi per Prodi, fortissimi i magistrati, da Imposimato a Cantone ai pm Antimafia a Cantone, e poi anche Benigni e Magalli, certo. Ma anche Pier Lugi Bersani. Che rassicura: “Alla fine una soluzione si trova, io sono ottimista, a tutto c’e’ una soluzione”.(AGI) .

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