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 Brexit, la National Alliance neonazi che ha ispirato l'omicidio Cox

Washington – “Nessuna societa’ multirazziale e’ una societa’ sana”: sul sito internet della National Alliance – l’organizzazione neonazista degli Usa sostenuta da Thomas Mair, il presunto assassino della deputata anti-Brexit Jo Cox – lo slogan campeggia in bella vista mentre sullo sfondo appare un edificio abbandonato e rovinato da scritte a simboleggiare il degrado. La massima e’ il principio base del gruppo che si ripropone di creare una “nuova societa’ composta da sole persone bianche e non ebree”. A guidare la “rinascita” – si legge sul sito – un “governo in grado di tutelare i principi fondamentali di un popolo assicurando welfare e protezione della razza”, perche’ lo stesso “deterioramento dell’America e’ dovuto alla perdita di omogeneita’ razziale”.

La societa’ cui ambiscono e’ quella con “scuole ‘bianche’, quartieri e aree di ricreazione ‘bianchi’, post di lavoro ‘bianchi’, campagne e fattorie ‘bianche’. E’ necessario fare tutto il possibile per ripulire lo spazio vitale. Non bisogna lasciarsi abbattere dalle difficolta’ del momento, ma lottare per invertire il trend che dalla fine della Seconda Guerra mondiale ha portato a un mondo piu’ ‘scuro'”.

Fondato nel 1974 il gruppo e’ una riorganizzazione della precedente Alleanza nazionale della gioventu’ nato nel 1970 in Virginia da un’iniziativa di William Pierce, giovane professore di fisica che abbandono’ la sua carriera accademica per “servire il suo popolo”. Quattro anni dopo Pierce fondo’ l’Alleanza Nazionale che ha il suo quartier generale a Hillsboro, in West Virginia.

Nel 2002 l’associazione contava circa 2.500 sostenitori e un giro di affari di 1 milione di dollari, un numero che e’ andato assottigliandosi negli anni fino ai poco meno di 100 nell’ultimo ‘censimento’ del 2012. E tra questi figurerebbe anche Thomas Mair che avrebbe sposato la tesi secondo cui “L’America, la Gran Bretagna e altri Paesi ariani sono stati distrutti e spazzati via dalla malattia del multiculturalismo”.

Ai ‘seguaci’ l’Alleanza Nazionale chiede supporto economico attraverso donazioni spontanee o tessere di adesione per sostenere le attivita’ radiofoniche ed editoriali attraverso le quali l’organizzazione si fa conoscere. Ma non tutti possono diventare membri dell’Alleanza: per farlo – nemmeno a dirlo – bisogna essere bianchi e non avere parenti ebrei in famiglia o nell’albero genealogico. No agli omosessuali o bisex, ai soggetti con dipendenza dall’alcol o a droghe. Vietata la partecipazione anche a persone con coniuge di colore o con lavoratori dipendenti non bianchi e ai carcerati. (AGI) Red/Sar

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