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Brexit May Ue scelte

La premier britannica, Theresa May, illustrerà la sua visione sulla relazione con l’Ue post Brexit in un discorso che terrà venerdì prossimo. Lo ha reso noto Downing Street, dopo che la premier e il suo gabinetto di governo sono stati riuniti a Dama, la residenza di campagna dei premier britannici, per definire la posizione.Theresa May, illustrerà la sua visione sulla relazione con l’Ue post Brexit in un discorso che terrà venerdì prossimo. Lo ha reso noto Downing Street, dopo che la premier e il suo gabinetto di governo si sono riuniti a Chequers, la residenza di campagna dei premier britannici, per definire la posizione.

Lì, a 70 chilometri da Londra, si è riunito in una serie di relazioni tra l’Unione europea e la Gran Bretagna dopo l’uscita, prevista per il marzo 2019 . La fine del venerdì, la premier riunirà a Downing Street un’ultima volta i suoi ministri per una discussione definitiva (probabilmente martedì prossimo, quando abitualmente si riunisce il governo britannico). May giovedì pomeriggio ha riunito i suoi ministri chiave e si è parlato essenzialmente delle relazioni economiche tra l’Unione europea e la Gran Bretagna dopo l’uscita, prevista per il Downing Street un’ultima volta i suoi ministri per una discussione definitiva (probabilmente martedì prossimo, quando abitualmente si riunisce il governo britannico).

Vertice in campagna

L’incontro a Dama è stato reso necessario per sbloccare la situazione di governo e riconciliare i ministri che hanno approcci diversi sulle future relazioni con l’Ue. Tra i presenti nella residenza di campagna, il ministro degli Esteri,  Boris Johnson , che ha accettato una rottura netta con Bruxelles, e quello delle Finanze,  Philip Hammond , che vuole invece rapporti più stretti.Chequers si era reso necessario per sbloccare la situazione di stallo nel governo e riconciliare i ministri che hanno approcci diversi sulle future relazioni con l’Ue. Tra i presenti nella residenza di campagna, il ministro degli Esteri, Hammond

Secondo la stampa britannica, Londra intende lasciare il mercato unico e l’unione doganale, porre fine alla libertà di movimento dei migranti e alla giurisdizione della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Allo stesso tempo, Theresa May vorrebbe negoziare un accordo che riduca il più possibile i dazi doganali e le procedure amministrative tra Londra e la Ue. Una visione Che non PUÒ Piacere un Bruxelles, vieni ha Detto esplicitamente il Presidente del Consiglio Europeo  Donald Tusk , Durante la Conferenza Stampa conclusiva del vertice informale dei 27: la visione britannica è “Basata su Una pura illusione”. Giovedì Tusk sarà un Londra per una faccia a faccia con Theresa May. Theresa May vorrebbe negoziare un accordo che riduca il più possibile i dazi doganali e le procedure amministrative tra Londra e la Ue. Una visione che non può piacere a Bruxelles, come ha detto esplicitamente il presidente del Consiglio europeo DonaldTuskTusk sarà a Londra per un faccia a faccia con Theresa May. 

Il capo negoziante dell’Ue,  MichelMichel BarnierBarnier , che farà il punto sul negoziato a Bruxelles, a sua volta ha avvertito che i controlli alle frontiere saranno “inevitabili” se il Regno Unito uscirà dal mercato unico e dall’unione doganale.

Aspettando i laburisti

DowningDowning Street è considerato che non tutto potrebbe essere accettabile per Bruxelles. Ha comunque ribadito che l’obiettivo è quello che ho nel Regno Unito nel corso di un periodo di transizione. E non basta. Il  Labor Party : dopo aver un lungo tentennato, il partito laburista sembra aver preso di mira, dopo la Brexit, il Regno Unito in un’unione doganale con l’Ue e anche per un secondo referendum. Il capo laburista,  Jeremy Corbyn , tiene un domani un discorso che dovrebbe contenere questa novità.Street è consapevole che non tutto potrebbe essere accettabile per Bruxelles. Ha comunque ribadito che l’obiettivo è che i cittadini dell’Ue che entrino nel Regno Unito nel corso di un periodo di transizione avranno meno diritti rispetto a quelli già presenti nel Paese. E non basta. Perchè nei prossimi giorni uscirà allo scoperto anche il LabourBrexit, il Regno Unito in un’unione doganale con l’Ue e anche per un secondo referendum. Il leader laburista, JeremyCorbyn

Il lavoro, primo partito di opposizione britannico, ha sostenuto per periodo che la partecipazione del Regno Unito all’unione era privata “fattibile”, ma ora sembra propenso a farne la scelta prioritaria dopo il divorzio con Bruxelles. La posizione di Corbyn coincide con un emendamento pensato da un gruppo di deputati conservatori, sostenitori della permanente nell’UE, un disegno di legge sul commercio, in cui verrà chiesto che il Regno Unito rimanga nell’unione doganale dopo la “brexit”. In attesa che il ddl venga discusso ai Comuni, non prima della pausa pasquale, il ministro della Salute,  Jeremy Hunt , ha assicurato che il governo non si comporta affatto un’unione doganale con l’UE perchè in quel caso “Labour, primo partito di opposizione britannico, ha sostenuto per mesi che la partecipazione del Regno Unito all’unione doganale era “fattibile”, ma ora sembra propenso a farne la scelta prioritaria dopo il divorzio con Bruxelles. La posizione di Corbyn coincide con un emendamento pensato da un gruppo di deputati conservatori, sostenitori della permanenza nell’UE, a un disegno di legge sul commercio, in cui verrà chiesto che il Regno Unito rimanga nell’unione doganale dopo la “brexit”. In attesa che il ddl venga discusso ai Comuni, non prima della pausa pasquale, il ministro della Salute, Jeremy

Quanto a un secondo referendum sulla Brexit, l’ex leader del partito euroscettico Ukip,  Nigel Farage , ha detto che quando si fa, lui è pronto a tornare in politica: Farà è stato accolto come una rockstar all’euroscettica Azione politica conservatrice Conferenza (Cpac), l’evento annuale della destra conservatrice americana. “Se l’intelligenza dei britannici sarà insultata e avremo un altro voto … se vogliono che la battaglia sia combattuta di nuovo, io ci sarò e la prossima volta, da parte mia, non ci sarà più Mr Nice Guy”.Brexit, l’ex leader del partito euroscettico Ukip, 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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