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broker italiano ucciso in messico

Alberto Villani Olivares, il broker italo-spagnolo trentasettenne ucciso a Morelos, in Messico, era coinvolto in attività illegali e aveva precedenti penali quando è arrivato nel Paese americano il 24 febbraio. Lo ha reso noto l’ufficio del procuratore generale messicano, secondo quanto riporta la stampa locale. L’ufficio della procura ha chiarito anche che il cadavere è stato rinvenuto crivellato di proiettili il 20 marzo, sulla strada tra Temilpa e San Rafael, nel comune di Tlaltizapan, a 100 chilometri dalla capitale. “Villani Olivares svolgeva attività illegali”, si legge nel comunicato della Procura, “e ci sono solide linee di indagine per chiarire le circostanze in cui quest’uomo ha purtroppo perso la vita”.

Le tracce del broker, che era entrato nel Paese con un visto turistico, si erano perse all’aeroporto internazionale di Città del Messico: vi era andato – ha raccontato la sua compagna, Corina Astrid Rodriguez, 28 anni, madre dei suoi due bambini e di origine salvadoregna – a cambiare del denaro. “Mi ha assicurato che mi avrebbe richiamato due ore dopo da Cuautla, dove alloggiava”, ha raccontato la donna ai media italiani, “ma non l’ha mai fatto”. Il corpo era stato ritrovato in un sacco di plastica a Tlaltizaplan. Villani è stato ucciso con due colpi di revolver alla testa e accanto al cadavere è stato ritrovato un cartello con la scritta in spagnolo: “Questo mi è successo per essere un ladro”.

Il racconto della compagna

Alberto Villani abitava a Pavia, in via Olevano, dal mese di novembre del 2016. Viveva con Astrid dalla quale aveva avuto due figli maschi, uno di 4 anni, e l’altro di 4 mesi. Secondo quanto riporta La Provincia Pavese, sembra che l’uomo avesse salutato moglie e figli il 23 febbraio scorso per volare in Messico. Un viaggio per motivi di lavoro che si è concluso in tragedia. “Alberto – spiega Astrid Rodriguez in lacrime – era partito per il Messico perché doveva fare da intermediario per l’apertura degli uffici di una società finanziaria. Alloggiava in un albergo di Cuautla, a una centinaio di chilometri dalla capitale. Lo sentivo al telefono ogni giorno e mi sembrava tranquillo. Mi spiegava che il lavoro proseguiva bene e, anzi, aveva prolungato il soggiorno in Messico. Del resto aveva un biglietto di ritorno aperto sino a fine marzo”. L’ultimo contatto telefonico con la convivente era avvenuto la sera del 20 marzo scorso dall’aeroporto di Città del Messico. “Era andato li in taxi – spiega la donna – perché doveva cambiare dei soldi. Mi aveva detto che mi avrebbe richiamato dopo due ore quando sarebbe rientrato a Cuautla. Invece in albergo non l’hanno piu’ visto. La telefonata non arrivava e ho avuto un presentimento. Sentivo che era successo qualcosa di molto grave. Ho chiamato la nostra ambasciata e, dopo molte insistenze, la polizia è andata in albergo. Alberto non c’era ed era anche sparita la sua valigia”.

Cosa sappiamo dell’omicidio di Alberto Villani in Messico https://t.co/5k8Ae9SZgp

— Il Post (@ilpost) 1 aprile 2018

“Quel cartello è solo un depistaggio”

La donna non è convinta che il suo compagno fosse davvero coinvolto in attività illegali e ha avanzato al quotidiano locale l’ipotesi che il cartello accusatorio sia un tentativo di depistaggio: “Quel cartello è solo un depistaggio, in Messico i criminali usano così. Me l’ha detto anche la polizia del posto”. ​”Mio marito”, continua la donna, “era un uomo onesto. Questo deve essere chiaro a tutti. La sua immagine non deve essere offuscata da un cartello lasciato da quei barbari assassini solamente per sviare le indagini. I delinquenti sono altri, mi sembra chiaro. Lo conoscevo bene e posso dire che era una persona onesta, forse troppo. E anche sempre disponibile verso il prossimo. Cosa penso dell’omicidio? Tutto e niente. Posso solo dire che Alberto è stato spogliato dei suoi averi. Mancavano quattro anelli d’oro ed è scomparso anche il portafoglio con il denaro cambiato a Città del Messico. Tutto svanito nel nulla. E qualcuno è entrato nella sua camera di albergo, nella città di Cuautla e ha portato via anche la sua valigia. È un giallo ma sono fiduciosa nelle indagini iniziate dalla polizia messicana. Voglio sapere ad ogni costo chi sono quegli assassini e perchè mio marito è stato ucciso”.

“Tra le ipotesi avanzate dagli investigatori messicani c’è anche quella della rapina”, prosegue il quotidiano pavese, “il broker è stato infatti spogliato di tutti gli oggetti preziosi che portava addosso. Non è da escludere che il pavese potrebbe essere stato aggredito da delinquenti locali solo per prendergli oro e denaro. Ma non è l’unica pista. La sua morte potrebbe essere legata a doppio filo alla sua attività professionale? Difficile rispondere ma la polizia sta seguendo anche questa pista che sarebbe decisamente più complessa. Magari un litigio per i pagamenti o un mancato accordo sul prezzo finale. Non è escluso che il broker sia incappato in persone che per risolvere questioni economiche abbiano preferito non rivolgersi alla legge”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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