TwitterFacebookGoogle+

Brunetta, al voto nel 2018. Con Berlusconi in campo non ce n'è per nessuno

“Sono fiducioso che Berlusconi possa tornare nella pienezza della sua agibilità politica. E con Berlusconi in campo non ce n’è per nessuno”. Ne è convinto Renato Brunetta, ospite del forum di Agi, ‘Viva l’Italia’. Per il presidente dei deputati di Forza Italia, non c’è nessuna fretta di tornare alle urne: “elezioni subito no, una volta tanto – ha sottolineato – stiamo alle parole di Renzi che ha detto che si sarebbe votato nel 2018”. 

Un centrodestra unito per vincere

“Noi costruiremo un centrodestra unito per vincere, puntiamo a vincere, se non vinciamo, faremo opposizione insieme. Se nessuno vince ci sono due possibilità: o la sindrome belga-spagnola, con cui si vota ogni tre mesi. Oppure tutti i perdenti trovano una formula per dare un governo provvisorio al Paese per governare. Le grosse coalizioni sono sempre il prodotto di una necessità, non di una strategia”.

Alla guida del fronte di centrodestra, Brunetta vede Silvio Berlusconi. “Chi ha l’intelligenza, la forza, la capacità, il programma per unire il centrodestra, vince”, ha affermato, sostenendo che “oggi Berlusconi ha ancora questa capacità. Vi sbagliate se pensate che non sia presente sulla scena politica”. 

Di primarie non c’è bisogno, “servono quando serve mettere sulla lista o sulla coalizione il premier. Questo avviene soprattutto quando c’è il ballottaggio. Se non c’è il ballottaggio, il premier lo esprime il partito di maggioranza. Se vince Forza Italia il premier sarà Berlusconi, o una persona da lui indicata”. Resta l’attesa per la sentenza europea sull’agibilità che, si augura, arrivi a breve: “spero il più presto possibile perché è già passato tanto tempo. Spero che arrivi in tempo utile perché Berlusconi possa essere presente in campagna elettorale”. E ha ricordato, “la Severino è stata applicata solo a lui”. 

Quale legge elettorale?

Base proporzionale, no al ballottaggio e armonizzare le norme per Camera e Senato, questi i temi centrali del sistema elettorale per Brunetta. Come ha spiegato, i punti sono: “Uno, un sistema base proporzionale, che viene già fuori dalle due sentenze; due, no al ballottaggio; tre, che siano armonizzate le due norme su Camera e Senato, e quindi il superamento dell’interpretazione sbagliata di Ciampi sul premio di maggioranza al Senato su base regionale”. Inoltre, vorrebbe “che le soglie di sbarramento più basse siano omologhe e che il premio di maggioranza parta da un livello omologo”. Infine, “se ci sono capilista bloccati alla camera, bisogna trovare una formula analoga al Senato”. “Io – ha sottolineato – sono contro le preferenze, quindi piuttosto collegi uninominali del provincellum”. 

Patto del Nazareno bis? “Io mai più con Renzi”

Quanto a un possibile patto del Nazareno bis, Brunetta non ha dubbi: “Io mai più con Renzi, personalmente. Lo considero divisivo e inaffidabile. Chi mai farebbe un accordo con una persona divisiva e inaffidabile affetta da azzardo morale? L’azzardo morale produce il fallimento di tutti i contratti”. L’idea di quella alleanza, ha ricordato il presidente dei deputati di Fi, “era straordinaria, sanava la ferita inferta dalla sentenza della Corte costituzionale sul premio di maggioranza”. Ma, ha aggiunto, “è stata distrutta da Renzi, che ha cambiato 17 volte gli accordi unilateralmente, fino all’ultimo, quello sul presidente della Repubblica, che doveva essere condiviso”. Da lì, ha sostenuto Brunetta, “è nata la sconfitta definitiva (di Renzi), tragica per il Paese”.

No a questa Europa così come è

Con i possibili futuri alleati del centrodestra, la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, ci sono tanti temi di cui discutere. Anche sul futuro dell’Unione europea. “Noi diciamo no all’asse franco-tedesca, egoista e miope, no all’Europa a trazione tedesca che favorisce i Paesi del Nord”, ha spiegato Brunetta, attaccando Berlino sul surplus, è questo che “l’ha uccisa: “A noi ci fanno un mazzo tanto sulla regola del deficit, ma nessuno ha fatto il mazzo alla Germania per aver violato la regola del surplus”, ha aggiunto. “Renzi non ha fatto questa battaglia, ha scalpitato perché l’Europa gli contestava le marchette che a lui interessavano”. 

E rispetto a una prospettiva di Brexit a catena, il presidente dei deputati di Fi è chiaro: “O l’Europa cambia o è finita. Non sono io a uscire, sobbarcandomi i costi unilaterali di questa scelta. E’ la fine politica del progetto europeo. A quel punto si torna a casa”. Tra i punti necessari, “una vera Banca centrale europea, come la Fed americana, non finta” come la nostra che “non è garante di ultima istanza”. “Voglio gli eurobond, un’unione bancaria ma anche una garanzia europea rispetto alle banche, vogliamo un’Europa solidale”. Tutti temi che Brunetta si è detto “pronto a discutere con Salvini e Meloni e tutte le altre forze del centrodestra”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.