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Budapest: trecentomila in fuga Pentagono "Crisi durera' 20 anni"

(AGI) – Budapest, 4 set. – E’ altissima la tensione nel campo profughi ungherese di Roszke. Circa 300 migranti sono fuggiti e la polizia e’ stata costretta a chiudere “temporaneamente” in quell’area il confine con la Serbia. Nel campo vi sono ancora 2.300 migranti, che, secondo le autorita’, minacciano di evadere se le loro richieste non saranno accolte entro due ore. 

ONU – L’Onu intanto ha lanciato un appello all’Unione europea per una sistemazione di almeno 200.000 rifugiati. A parlare di un “programma di dislocamento di massa” e’ stato l’Alto commissario per i rifugiati, Antonio Guterres, riferendosi a coloro che godono di un “titolo valido per la protezione”. Per l’Unione europea si tratta di un “momento decisivo”, ha aggiunto Guterres sottolineando che vanno aiutati quegli Stati -come Grecia, Ungheria e Italia- ai cui confini preme l’ondata di migranti. L’Ue “non ha altra scelta che mobilitare tutta la forza che ha intorno a questa crisi. L’unico modo per risolvere il problema e mettere a punto a attuare una strategia comune, fondata su responsabilita’, solidarieta’ e fiducia”. Finora l’Ue e’ stata riparo solo per un esiguo numero di persone in fuga dalla guerra in Siria: circa 4 milioni tra questi si trovano, infatti, nei campi profughi dei paesi confinanti mentre altri 7,6 milioni sono sfollati all’interno dello Stato devastato da oltre quattro anni di guerra civile. Guterres ha invocato “modifiche fondamentali” delle regole dell’asilo: non solo sistemazione logistica dei rifugiati ma anche programmi scolastici e riforma dei permessi per entrare legalmente in Europa. Ma, ha ribadito, “la solidarieta’ non puo’ appartenere solo a pochi Stati. Per l’Europa e’ arrivato il momento della verita’ e di riaffermare i valori sui quali e’ stata costruita”.

PENTAGONO – Le immagini dello tsunami di disperati che tentano di raggiungere l’Europa, e da ultimo la foto, pugno nello stomaco, del bimbo curdo di 3 anni morto su una spiaggia in Turchia preoccupano ed anche molto il Pentagono. “Si tratta di un grande problema” e tra i vertici militari Usa e Nato sta aumentando la consapevolezza che si tratti “di una vera crisi”, anzi, “e’ trattata come il piu’ notevole problema” discusso nelle riunioni ad alto livello tra i generali dell’Alleanza. Lo ha dichiarato alla Abc il capo degli Stati maggiori riuniti (il piu’ alto ufficiale in grado) il generale Martin Dempsey, secondo il quale “dobbiamo affrontare sia unilateralmente che con i nostri partner questa questione come un problema generazionale, e organizzarci e preparare le risorse ad un livello sostenibile per gestire (questa crisi dei migranti) per (i prossimi) 20 anni”. .

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