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Bufera su frase choc consigliere Trump "Hillary da fucilare" 

Cleveland – Donald Trump ha preso le distanze rispetto alle frasi pronunciate da un suo consigliere che è ora indagato dai servizi segreti. “Dovrebbe essere portata davanti ad un plotone di esecuzione e fucilata per alto tradimento“, ha detto ad una radio di Boston Al Baldasaro, deputato del New Hempshire, membro della coalizione dei veterani che sostengono Trump e delegato del candidato repubblicano alla convention di Cleveland. Hillary “è una disgrazia per tutti, per le bugie che ha detto alle madri di coloro che sono morti a Bengasi”, ha sentenziato il consigliere del magnate immobiliare, reclamando giustizia per le morte dei 4 americani nell’attentato del 2012 in Libia. Nel rapporto della commissione parlamentare che ha indagato sull’attacco, si contesta al Dipartimento di stato di non aver garantito sufficiente sicurezza al consolato di Bengasi ma non si ritiene l’allora capo della diplomazia Usa personalmente responsabile. Dopo le esternazioni di Baldasaro, il portavoce dei servizi segreti americani, Robert Hoback, ha confermato che è stato aperto un dossier mentre Hope Hicks, un portavoce della campagna di Trump, ha precisato che il candidato Gop alla presidenza non condivide le sue dichiarazioni. Non è bastato per scongiurare la reazione della rivale democratica. “La costante escalation di retorica offensiva da parte di Trump rischia di alimentare quel tipo di odio che da tempo era stato relegato ai margini della politica americana”, ha dichiarato la Clinton tramite i suoi portavoce. “Questa settimana alla Convention repubblicana – ha aggiunto – si assiste ad un rafforzamento di questo pericoloso fenomeno.

Turchia – Donald Trump da presidente degli Stati Uniti non farebbe pressioni contro le epurazioni degli avversari politici o contro le restrizioni di libertà in Turchia o in altri Paesi alleati autoritari. Lo ha detto in un’intervista rilasciata al New York Times alla vigilia del discorso di accettazione della nomination repubblicana per la corsa alla Casa Bianca. “Ritengo che non abbiamo il diritto di impartire lezioni – ha affermato – guardiamo cosa succede nel nostro Paese – come possiamo impartire lezioni quando abbiamo persone che sparano ai poliziotti a sangue freddo?”. Il magnate ha dunque espresso apprezzamento per il presidente turco Tayyip Erdogan, eletto democraticamente ma diventato sempre più autoritario. “Gli do molto credito per il fatto di essere stato in grado di ribaltare la situazione”, ha detto il tycoon newyorchese riferendosi al tentato golpe. “Alcuni ritengono che sia stata una messa in scena ma io non credo”, ha aggiunto. L’aspirante inquilino della Casa Bianca ha poi ribadito che non si può richiedere al leader turco di rispettare gli standard di giustizia occidentali. “Quando il mondo vede quanto mediocri sono gli Stati Uniti e noi cominciamo a parlare di diritti civili – ha insistito – non credo che siamo dei buoni messaggeri”. 

Nuovo affondo di Donald Trump sulla Nato. No alla difesa automatica degli alleati se attaccati: bisogna prima considerare il loro contributo all’alleanza atlantica, ha detto. Se ad esempio la Russia attaccasse i Paesi baltici, Trump si riserverebbe il diritto di valutare se correre in loro aiuto, verificando prima che abbiano “rispettato pienamente i loro impegni nei nostri confronti”. “Se rispettano gli impegni – ha precisato – la risposta è si'”.

Il no di Cruz – Si’ al muro contro gli immigrati ma no a Donald Trump. Così Ted Cruz, il piu’ accanito ex rivale del miliardario americano nella corsa per la nomination repubblicana, ha negato il suo endorsement a Trump sul palco della Convention di Cleveland. “Votate secondo coscienza”, ha dichiarato, guadagnandosi i fischi di molti delegati, soprattutto dello stato di New York. “Meritiamo leader che si battono per i principi, che ci uniscono dietro valori comuni e che mettono da parte l’odio a favore dell’amore. Questo è lo standard che ci meritiamo”, è stato monito del senatore texano. “Non rimanete a casa a novembre. Se amate il vostro Paese e i vostri figli come me, alzatevi e parlate. Votate secondo coscienza per un candidato di cui vi fidate affinché difenda la nostra libertà e sia fedele alla Costituzione”, è stato l’affondo. Trump non si è scomposto, lo ha applaudito e salutato prima di prendere posto in platea con la famiglia per ascoltare l’intervento del figlio Eric che ha riecheggiato molto quello del fratello Donald Jr.: tanta politica e pochi aneddoti personali. E subito dopo via Twitter Donald Trump ha scritto, “Non è un grosso problema”. Ha così minimizzato l’affronto di Cruz. Il senatore del Texas e’ stato contestato e fischiato sul palco perche’ “non ha onorato l’impegno” a sostenere il candidato nominato, ha osservato il magnate immobiliare. “Avevo visto il suo discorso due ore prima – ha aggiunto – ma l’ho fatto parlare lo stesso”. 

Gli interventi della terza e penultima serata della Convention Gop, caratterizzata anche da proteste e arresti fuori dall’arena con un uomo che ha dato fuoco ad una bandiera americana, sono stati aperti dal governatore della Florida, Rick Scott, seguito, tra gli altri, da Eileen Collins, la prima donna ad aver guidato una missione spaziale dello shuttle. “L’ultima volta che gli Stati Uniti hanno lanciato i propri astronauti dal suolo Usa risale a 5 anni fa…abbiamo bisogno di una leadership che renda l’America di nuovo grande”, ha affermato rilanciando il ritornello della campagna di Trump. Sul palco e’ salita anche una dipendente del magnate immobiliare, Lynne Patton, afroamericana, che ha decantato le virtù del suo boss. Prima di Ted Cruz è intervenuto anche l’altro ex ri8vale di Trump Marco Rubio, che in un video si è guadagnato un applauso per il suo appello all’unita’. “Il tempo degli scontri e’ finito – ha detto – e’ arrivato il momento di unirci e lottare per imprimere all’America una nuova direzione”. (AGI) 

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