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C'è un 'caso Weinstein' in Libano che ha preso una piega molto diversa

(Beirut, Libano) – Stuprata in albergo, insultata sui social: Laura Prioul, una ventunenne francese, ha denunciato per violenza sessuale il rapper trentaduenne marocchino Saad Lamjarred, il quale l’avrebbe stuprata e picchiata all’interno di un hotel di Parigi circa un anno fa. La sua denuncia ha provocato l’ira dei fan di Lamjarred, che sui social network l’hanno insultata e minacciata.
 
Saad Lamjarred è un rapper di fama internazionale: emerso dopo essere arrivato secondo, nel 2007, in un talent show libanese, ha diversi fans in tutto il mondo, arabo e non, i suoi video oggi fanno decine di milioni di visualizzazioni su Youtube (una sua canzone, “Lam3allem”, ha ben 550 milioni di visualizzazioni, più di qualunque altra canzone araba), e lui stesso proviene da una famiglia già molto nota (sua madre è una attrice, suo padre un musicista).
 
Tanto che, secondo l’agenzia di stampa statale marocchina, Re Mohammed IV in persona si sarebbe mobilitato in prima persona per mettergli a disposizione il miglior avvocato sulla piazza. Perché nel frattempo, in seguito alle accuse della Prioul, Lamjarred – che si è sempre dichiarato innocente, come aveva fatto in altri due casi, nei quali le donne in seguito ritirarono le denunce – era stato arrestato dalla polizia francese, per poi essere liberato su cauzione lo scorso aprile. Oggi attende il processo, di cui ancora non si conosce la data, e non può lasciare la Francia.
 

 
Tuttavia, sui social network, un “processo” – ai danni della donna, però – è già iniziato: i fan di Lamjarred hanno dato sfogo a tutta la frustrazione possibile a causa delle accuse mosse verso il proprio idolo, assalendo verbalmente la ragazza. Si tratta di una questione che chiama in gioco una certa percezione delle molestie sessuali diffusa in certi segmenti delle società nordafricane, quella per cui in un caso di molestia tende a essere stigmatizzata la donna (accusata di “provocare”) almeno quanto l’uomo autore della molestia. Se non di più. 
 
“Pagherai per questo, morirai”, “Uccideremo tua madre di fronte ai tuoi occhi”, si legge in due dei tanti messaggi recapitati alla donna nelle ore successive alla sua denuncia. Laura Prioul ha raccontato che si trovava a Parigi con alcuni amici quando sarebbe rimasta vittima della violenza del rapper, e che nei giorni successivi alla sua denuncia molti siti web l’hanno diffamata, tacciandola di essere una escort. Lo ha fatto in un video pubblicato di recente da una location sconosciuta, dopo il quale è partita la campagna di diffamazione ai suoi danni e gli insulti dei fan di Lamjarred. 
 
Racconta di aver conosciuto Lamjarred per caso in un locale di Parigi, e di esser stata invitata al suo tavolo. Dopo qualche minuto, insieme ad altri amici del rapper, avrebbero deciso di spostarsi in una stanza d’albergo. Ma, arrivati nella stanza, sarebbero rimasti solo loro due. Dopo qualche minuto a ballare, Laura Prioul avrebbe acconsentito a farsi baciare da Lamjarred.
 
Questi, però, vuole andare oltre: la ragazza si rifiuta, lui la picchia e la costringe ad un rapporto senza precauzioni. Così, lei si chiude in bagno. Poi esce per recuperare il suo telefono e viene aggredita una seconda volta, con il rapper che le strappa anche i vestiti. A quel punto, Laura Prioul esce dalla stanza, e viene ritrovata nel corridoio dell’albergo da una inserviente, nuda e con diversi lividi sul corpo. 
 
Non è la prima volta che Lamjarred viene accusato di violenza sessuale. Nel 2010 successe a New York, e anche in quell’occasione il rapper fu rilasciato su cauzione, per poi veder decadere la denuncia fatta nei suoi confronti da una ragazza americana lo scorso dicembre, dopo aver raggiunto un accordo in sede civile. Quando la vicenda della Prioul è divenuta di dominio pubblico, anche un’altra donna – stavolta franco-marocchina – ha trovato il coraggio di denunciare una violenza che avrebbe subito da Lamjarred a Casablanca nel 2015. Anche in questo caso, la denuncia della donna sarebbe stata riti

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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