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C'è una mappa che mette in guardia le donne sui luoghi a rischio molestie

Attenzione alla centralissima piazza Puerta del Sol e al quartiere popolare e multietnico di Lavapiés: sono i due luoghi di Madrid dove le ragazze sarebbero maggiormente esposte al rischio molestie. A dirlo sono le stesse frequentatrici della capitale spagnola che da qualche giorno, in maniera semplice e anonima, possono segnalare alle concittadine i luoghi in cui hanno vissuto brutte esperienze.

Si chiama Free to be, letteralmente ‘Liberi di essere’, ed è il progetto messo a punto dalla Ong Plan International. Per fare una segnalazione è sufficiente connettersi al sito dedicato che ospita la mappa della città arricchita da tutte le precedenti indicazioni e cliccare su ‘Aggiungi una posizione’.

Già cinquecento denunce

Il target a cui si rivolge Free to be è il gruppo di ragazze tra i 15 e i 24 anni. A loro viene chiesto di mappare le esperienze subite, come attenzioni indesiderate da parte di uomini, molestie e abusi, o anche semplicemente i luoghi in cui si trovano a disagio perché temono di subire un’aggressione. Tutte situazioni che “cambiano il modo in cui le giovani donne vivono una città”.

¿Y si pudiesemos ver en un mapa qué zonas son mas o menos seguras para nosotras? ¿Y si ti te digo que tú puedes participar en ese estudio? Colabora con tu opinión, todas merecemos sentirnos seguras #FreeToBe @PlanInt_ES https://t.co/HGxC1XSbcX pic.twitter.com/xgZXVVtWcf

— maikshine (@mai_maikshine) 27 aprile 2018

Le segnalazioni a Madrid sono già più di cinquecento, e crescono ogni giorno a un ritmo elevato. Non soltanto molestie e abusi, in verità: Free to be consente alle proprie utenti anche la possibilità di segnalare i luoghi in cui viceversa si sentono sicure e protette. In questo caso l’area migliore per uscire sarebbe il barrio di Gaztambide, nel quartiere residenziale di Chamberì.

Obiettivo? Cambiare la città

Tra poco più di dieci anni, si legge sul sito del progetto di Plan International, 700 milioni di ragazze vivranno nelle aree urbane, quelle che rischiano di diventare “alcune delle zone più pericolose in cui vivere” per una donna. Free to be si propone quindi di utilizzare le informazioni fornite dalle utenti per sensibilizzare chi prende le decisioni in merito a sicurezza, gestione degli spazi pubblici e politiche di genere. Obiettivo, quello di riuscire a cambiare le città, rendendole più a misura di ragazza.

Madrid non è la prima città in cui è attivo il crowd-mapping delle molestie subite: prima della capitale spagnola l’esperimento era stato lanciato a Melbourne, in Australia, la cui mappa era stata visitata da più di diecimila utenti e arricchita da qualche migliaio di segnalazioni. Un patrimonio che Plan International ha poi fornito a decisori come la città di Melbourne, la Victoria Police, cioè la polizia di Stato australiana, e alle società che gestiscono il trasporto pubblico. “Abbiamo ottenuto grandi risposte dai nostri interlocutori – fanno sapere dalla Ong – e non vediamo l’ora di annunciare i risultati nei prossimi mesi del 2018”.

Ora il progetto delle mappe è attivo in cinque città in tutti i continenti, da Sidney dove i pin sulla mappa sono già più di millecinquecento, a Delhi in India dove per ora sono segnalati poco più di trecento luoghi. E poi ancora Kampala, in Uganda, e Lima in Perù.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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