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Caccia, al via il rito della preapertura

Roma – La gestione della fauna selvatica trova nei calendari venatori uno strumento emblematico per l’indirizzo scientifico della caccia. Basandosi su questo principio fra poco, nelle regioni ove sono previste, si riproporra’ il rito della cosiddetta preapertura.Sara’ un assaggio in attesa della terza domenica di settembre e della apertura generale della stagione, che comunque per moltissimi cacciatori e’ quella “vera”, quella attesa per tutto l’anno. Nel frattempo si torna in campagna, per scegliere il luogo migliore dove preparare l’appostamento o per allenare i fedeli compagni di caccia a quattro zampe; si controlla l’attrezzatura; si passano ore in armeria e nelle sezioni, nei circoli, nei bar a discutere con gli amici delle speranze, delle emozioni, della cultura e delle tradizioni venatorie, e perche’ no delle “padelle”, per i mesi che verranno.

Lo schema organizzativo e i tempi non sono piu’ quelli di una volta: non c’e’ solo l’amore per la caccia. Oggi i cacciatori si sentono utili, necessari nel controllo della fauna selvatica al servizio degli agricoltori e della collettivita’ tutta. Per la tutela delle colture agricole serve l’uomo-cacciatore, il cinghialaio e il controllore, i loro fucili, i recinti di protezione del lavoro agricolo che lui sa come e quando mettere; i cani preparati e indispensabili e gli interventi con la vigilanza venatoria. I cacciatori sono ora ansiosi di mostrare alla societa’ il vero volto della caccia, fatto di rispetto per il territorio che ci ospita e per i selvatici con i quali ci confrontiamo. Un rispetto fatto di conoscenza, che cerchiamo di approfondire sempre piu’; di correttezza nell’applicare le regole e nel fare in modo che tutti facciano altrettanto; di senso della misura a guidare il nostro equilibrato prelievo; di impegno e di lavoro volontario posto al servizio della difesa e della gestione dell’ambiente a favore di tutte le specie, cacciabili e no, al fianco degli agricoltori, grande e talvolta trascurata risorsa del Paese anche per le migliori e qualificate tradizioni alimentari.

Da quest’anno Federcaccia, Enalcaccia, Arci Caccia e ANUUMigratoristi hanno riunito le loro forze sotto la bandiera comune della Fenaveri – la Federazione Nazionale delle Associazioni Venatorie Riconosciute – per poter trasmettere alla societa’, anche insieme al Comitato Nazionale Caccia e Natura, un unico, importante messaggio: amare e gestire la caccia per contribuire a un Paese che offra un ambiente migliore per tutti gli italiani. (AGI) 

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