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Calabria. Vietata la processione dopo “l’inchino” al boss, i fedeli si spostano a Como

Calabria. Vietata la processione dopo “l’inchino” al boss, i fedeli si spostano a ComoA Fino Mornasco attesi molti pellegrini calabresi per la festa di San Bartolomeo dopo lo stop delle processioni nella diocesi di Oppido Mamertina.

-Redazione- Dalla Calabria al Comasco per celebrare la festa di San Bartolomeo, per il quale quest’anno non si è potuto svolgere la tradizionale processione a Giffone (Reggio Calabria), vietata dopo che i fedeli avevano fatto fare “l’inchino” a un boss della ‘ndrangheta, alla statua della Madonna a Oppido Mamertina.
Il vescovo di Oppido, della cui diocesi Giffone fa parte, ha proibito a tempo indeterminato tutte le processioni.

A Fino Mornasco, dove da 45 anni i svolge una processione per il santo calabrese.
Di sicuro la folta comunità calabrese che gli altri anni raggiungeva Giffone il 24 agosto per la processione del santo patrono, quest’anno ha rinunciato e si riverserà
“Arriverà la gente che non ha potuto tributare la sua devozione nella sua terra”, ha detto un organizzatore.
“Ma mi raccomando che non si confondano i concetti: la mafia o la ‘ndrangheta non c’entrano proprio nulla, qui parliamo di fedeli, noi con fenomeni come l’inchino non abbiamo nulla a che fare”, ha aggiunto. 

La festa negli anni è diventata sempre più imponente. Le cronache parlano di una memorabile alla fine degli anni ’70 quando si esibì Mino Reitano, il cantautore calabrese che viveva in Brianza ed è morto nel 2009. Durante la processione tradizionalmente la statua viene portata a spalla dagli emigrati.

-31 agosto 2014-

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