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Calunnia a un parrocchiano: condannato don Mauro

stefanoni-mauro Per l’Appello l’ex parroco di Laglio dovrà risarcire la vittima con 10mila euro
(m.pv.) Condanna in Appello per don Mauro Stefanoni nel processo “bis”.
L’ex parroco di Laglio – già condannato in via definitiva per abusi su un minore che all’epoca dei fatti era minorenne (otto anni di pena) – doveva ancora definire il fascicolo per calunnia intentato contro il religioso da un parrocchiano. Procedimento che in primo grado si era chiuso con l’assoluzione davanti al giudice Gianluca Ortore.

La Procura non aveva appellato la decisione del giudice, cosa invece fatta dalla parte civile (avvocato Monica Lurati). E quest’ultima alla fine ha avuto ragione in quanto il secondo grado, in parziale riforma della sentenza di Como, ha condannato don Mauro Stefanoni al pagamento in favore del parrocchiano della somma di 10mila euro come chiesto nelle conclusioni dalla parte civile.
Una somma a risarcimento dei danni patiti dopo la denuncia di falsa testimonianza fatta dal religioso pur sapendo che il parrocchiano era innocente.
Ovviamente, trattandosi dell’appello della sola parte civile e non della Procura, la Corte di Milano ha potuto intervenire sulle sole questioni civili.
Il “don Mauro bis” nacque nel corso della deposizione di un testimone nel pieno del processo per violenza.
La persona che, a detta di don Mauro, aveva consegnato al sacerdote una cesta di videocassette, una delle quali a carattere pornografico poi rinvenuta in una perquisizione dalla polizia. Il parrocchiano se ne assunse la paternità con un foglio scritto e firmato in calce.
Davanti ai giudici del processo, tuttavia, lo stesso disse sì di aver firmato quella sorta di “liberatoria”, ma non nella versione esibita dalla difesa. E soprattutto il teste ribadì di non aver mai consegnato a don Mauro la cassetta dello scandalo. Da qui nacque prima un fascicolo per falsa testimonianza (archiviato) e poi il contropiede del testimone che a sua volta denunciò l’ex parroco di Laglio per calunnia.

http://www.corrierecomo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=65496&catid=21:cronaca&Itemid=28

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