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Camusso, Barbagallo e Furlan "cambiare la legge Fornero"

Roma – “Le pensioni devono cambiare radicalmente, deve cambiare la norma per quel che riguarda la costruzione di una previdenza per i giovani, quindi la possibilita’ non di immaginarsi un futuro da poveri, ma di persone che nella loro vita lavorativa metteranno insieme una condizione civile di pensione”. A dirlo, a margine della manifestazione sulle pensioni promossa dai sindacati confederali a Venezia, il segretario della Cgil, Susanna Camusso. Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, dal corteo di Napoli e la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, che ha parlato nel comizio conclusivo della manifestazione sindacale a Roma.

Per Camusso “ci vuole una relazione con la faticosità del lavoro come ci vuole una relazione con l’inizio dell’attività lavorativa. Chi va a lavorare a 15 anni – ha proseguito- non può immaginare che lavora un numero di anni infinito, cosi’ come bisogna costruire un sistema solidale: chi ha avuto anche troppo da questo sistema, deve essere disponibile a dedicarlo a una solidarietà interna che punti a fare della pensione cio’ che è sempre stato ossia la condizione di una vecchiaia delle persone dopo una vita di lavoro”. “Uno dei problemi del sistema previdenziale e dei numeri che vengono ogni volta ripubblicati, è che noi non abbiamo una separazione seria tra le politiche di assistenza e di previdenza. Quelle di previdenza – ha detto ancora Camusso – sono quelle che riguardano i contributi versati dai lavoratori e devono avere una loro dinamica che riguarda il lavoro, poi ci sono gli istituti di assistenza sui quali bisogna essere molto attenti sulla gestione ma anche smettere di pensare che l’unica strategia è di tagliare le risorse in basso e rendere sempre piu’ povero questo paese”. 

“Un anno fa – ha detto Barbagallo – il ministro Giuliano Poletti aveva detto che questa legge aveva creato disagio sociale, immediatamente gli avevamo chiesto di aprire un tavolo di discussione. Stiamo ancora aspettando. Oggi da tutte le piazze d’Italia gli grideremo che è ora di smettere di aspettare, perché non possiamo aspettare più. Deve cambiare il rapporto coi singoli lavori. Non si può usare una media indefinita per cui sarebbe lo stesso lavorare su un’impalcatura o in un ufficio”. “Bisogna cambiare la legge Fornero”.  Un anno fa,  ricorda Barbagallo, “il ministro Giuliano Poletti aveva detto che questa legge aveva creato disagio sociale, immediatamente gli avevamo chiesto di aprire un tavolo di discussione. Stiamo ancora aspettando. Oggi da tutte le piazze d’Italia gli grideremo che è ora di smettere di aspettare, perche’ non possiamo aspettare piu'”. Barbagallo sottolinea anche che “l’Inps non può trasformarsi da istituto di previdenza sociale ad istituto della povertà sociale del Paese” e che i giovani italiani “trovano lavoro solo nel resto del mondo. Bisogna cambiare questo stato di cose. L’economia non sta andando bene. Renzi se ne faccia una ragione, e chieda a tutti di dare una mano per il benessere e il bene del Paese”. Se questo non accadrà, avverte il leader Uil, il sindacato “sarà in piazza a spiegargli che cosa bisogna cambiare nella politica economica”.

Insiste anche Furlan: “Il governo continua sul sistema previdenziale a fare “annunci e auspici” ma così “non si cambiano le leggi che si cambiano solo con un confronto serio con le parti sociali. Non ci servono buone intenzioni ma una proposta del governo che finora non è stato in grado di formulare. Siamo già abbondantemente in ritardo – ha aggiunto – il governo deve convocare il tavolo domani, perché la situazione è diventata insopportabile”. Furlan ha chiesto all’esecutivo e al Parlamento di “rimuovere immediatamente” la Legge Fornero, perche’ “e’ sbagliata”. In Italia – ha spiegato – si va in pensione fino a 70 anni “più tardi di tutti i Paesi europei e questo – ha aggiunto – non possiamo tollerarlo”. A chiedere un cambiamento del sistema previdenziale non solo i sindacati – ha affermato Furlan – ma anche le imprese “che hanno bisogno di innovare, perche’ l’innovazione non si fa con lavoratori in età avanzata”; ma lo chiedono soprattutto i giovani che non hanno un lavoro né prospettive per il futuro. “E’ inaccettabile – ha dichiarato – un sistema di calcolo per cui i giovani sanno gia’ che saranno dei pensionati poveri”. Cgil, Cisl e Uil hanno formulato una proposta di riforma complessiva e l’hanno discussa nei posti di lavoro: ora – ha concluso la leader della Cisl – “manca all’appello la proposta del governo; le risorse vanno reperite dalla lotta all’evasione, agli sperperi, alla corruzione. I soldi possono essere trovati senza penalizzare ancora i lavoratori”. (AGI)

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