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Cannabis terapeutica: discussa a Torino proposta radicale

Cannabis terapeutica: discussa a Torino proposta radicaleGiulio Manfredi

14 Ott 2014

Oggi la I e IV Commissione del Consiglio Comunale di Torino hanno discusso la petizione comunale, promossa dall’Associazione radicale Adelaide Aglietta, che richiede di attivare a Torino un progetto di coltivazione e distribuzione della cannabis a fini terapeutici.

Erano presenti i tre primi firmatari della petizione: Igor Boni (presidente Associazione Aglietta), Alessandro Frezzato (Direzione Associazione Luca Coscioni), Giulio Manfredi (Direzione Radicali Italiani).

E’ intervenuta in Commissione anche il vice-sindaco di Torino, Elide Tisi, che ha espresso la volontà dell’amministrazione comunale di coinvolgere sul tema la Regione, come peraltro richiesto dall’Ordine del Giorno “Viale e altri”, approvato a grande maggioranza dal Consiglio Comunale il 13 gennaio 2014.

 

Al termine della seduta, Giulio Manfredi ha dichiarato:

 

Lo stesso giorno in cui abbiamo presentato la nostra petizione in Consiglio Comunale ne abbiamo presentata una analoga in Consiglio Regionale. E’ giusto coinvolgere la Regione Piemonte nel progetto-pilota di coltivazione della cannabis; oltretutto, l’IPLA (che, assieme all’Istituto Bonafous, abbiamo indicato come possibili siti per l’attuazione del progetto-pilota) è una società partecipata della Regione. Vogliamo solamente evitare il gioco dello scaricabarile. Per questo, ci pare molto di buon senso la proposta avanzata oggi dal consigliere Michele Curto: oltre ad esperire i contatti con la Regione, il Comune si faccia promotore di uno “studio di fattibilità”, che metta attorno a un tavolo IPLA, Istituto Bonafous e “Farmacie Comunali Torino S.p.A.”, che potrebbero utilizzare il prodotto della coltivazione per la produzione di preparati galenici.

 

I radicali non sono mai stati quelli del “tutto e subito”. Sono sempre stati quelli del “un passo per volta nella direzione giusta”. L’accordo fra Ministeri della Salute e della Difesa per la produzione dei farmaci cannabinoidi presso lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze ha rotto finalmente il ghiaccio ma deve essere considerato il punto di partenza e non quello di arrivo. A Torino come nel resto d’Italia ci sono le condizioni per permettere ad altri operatori di avvalersi dell’art. 17 del DPR 309/90 (Testo Unico sugli stupefacenti), che consente a “chiunque” abbia i requisiti per essere autorizzato di coltivare e produrre la cannabis a fini terapeutici.

 

Torino, 14 ottobre 2014

Fonte

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