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Caos nel governo belga, centrale nucleare nel mirino 

Roma – Trema il governo belga due giorni dopo gli attentati di Bruxelles, scosso dai passi falsi dell’intelligence che non ha saputo evitare il sanguinoso bagno di sangue e anche dall’infruttuoso scambio di informazioni avvenuto la scorsa estate con Ankara proprio su un ‘foreign fighter’, che poi si e’ fatto saltare nello scalo di Zaventem. Intanto si cerca “un secondo sospetto” in relazione all’attacco nella metro. E Salah Abdeslam ha accettato l’estradizione in Francia. Sono in corso inoltre operazioni di polizia a Ixelles, comune di Bruxelles, e un uomo sarebbe stato fermato, la sua macchina perquisita. Ma forse lo sviluppo piu’ clamoroso dell’inchiesta e’ quello secondo cui i due fratelli-kamikaze avevano nel mirino un centro nucleare. Il ministro dell’Interno, Jan Jambon e quello della Giustizia, Koen Geens hanno offerto uno dopo l’altro le dimissioni, entrambe respinte dal premier, Charles Michel: “occorre restare uniti in momenti cosi’ difficili”. La polizia e’ alla ricerca di un secondo uomo sospettato di essere coinvolto nell’attentato alla metro. Le telecamere di sicurezza della stazione hanno infatti registrato le immagini di un individuo con una grande borsa vicino al kamikaze, Khalid el Bakraoui. Al-Bakraoui parla con lui che pero’ non entra nella metro. Nel frattempo la procura federale belga ha comunicato che l’identikit diffuso oggi da alcuni media belgi come quello del “quinto uomo” del commando che ha provocato le stragi, la persona che accompagnava l’autore della strage nella metropolitana, “non ha nessuna pertinenza con l’inchiesta”. La procura ha confermato inoltre che Khalid El Bakraoui, il kamikaze della metropolitana, era sospettato di avere affittato, tramite una carta d’identita’ belga falsificata con il nome di Ibrahim Maaroufi, una casa in rue de Fort a Charleroi che sarebbe servita da base per il gruppo terrorista implicato negli attentati di Parigi. L’abitazione, si ricorda nel comunitato, era stata perquisita nel corso di un’operazione lo scorso 9 dicembre. Salah Abdeslam ha invece deciso di non opporsi alla sua estradizione perche’ “il dossier principale e’ li’ e vuole spiegarsi in Francia”, ha spiegato il suo avvocato, Sven Mary. Non e’ chiaro invece se abbia smesso di collaborare; certo, ha aggiunto il suo legale, sarebbe una iattura se lo facesse, “perche’ si rischia un nuovo Bataclan”. Nel mirino dei fratelli Ibrahim e Khalid c’era dunque forse il Centro studi dell’energia nucleare belga di Mol (Cen), nelle Fiandre. I due jihadisti spiarono il direttore generale del Centro forse per sequestrarlo insieme ai suoi familiari e costringerlo ad accompagnarli all’interno del Centro che ospita un reattore sperimentale e contiene grandi quantita’ di materiali radioattivi (e’ leader mondiale nella produzione di isotopi). Da meta’ febbraio la centrale e’ presidiata dall’esercito. Il premier Charles Michel ha promesso che si fara’ “piena luce” sulle stragi e ha assicurato che “non ci potra’ essere impunita’”.(AGI) 

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