TwitterFacebookGoogle+

Caos voli da New York, rientro difficile per molti italiani. Cosa sta succedendo

Temperature in picchiata, fino a -50 gradi, dopo il passaggio del ‘ciclone bomba’ sul Nord America. Caos per i trasporti, dalle strade ghiacciate agli aeroporti costretti a chiusure e cancellazioni di voli: l’aeroporto JFK di New York e quello di Charleston nella Carolina del Sud sono quelli più in difficoltà, impegnati a contenere ritardi e cancellazioni. In Canada le temperature hanno toccato meno 50 gradi: gelate artiche e venti pericolosamente freddi potrebbero farla scendere ancora anche negli Stati Uniti orientali, con il rischio di congelamento della pelle esposta entro 10 minuti, hanno avvertito i meteorologi. Il gelo segue una tempesta che ha causato almeno 19 morti negli Stati Uniti, dal Texas al Wisconsin, secondo quanto riferito dai media statunitensi. La tempesta di giovedì ha flagellato la costa orientale con abbondanti nevicate, temperature glaciali e forti venti, costringendo alla cancellazione dei voli.

Ma sabato, più di 3.420 voli dentro o fuori gli Stati Uniti erano ancora in ritardo, con l’aeroporto John F. Kennedy di New York e il South Carolinàs Charleston tra i più colpiti. L’Autorità Portuale, che gestisce gli aeroporti della zona di New York, ha annunciato che i voli al JFK sono stati limitati. Un’ondata di voli riprogrammati dopo la tempesta, combinata con gravi danni provocati dalle tempeste alle attrezzature, ha causato ritardi nell’ottenere gli aerei e i passeggeri agli imbarchi. Il sito di monitoraggio Flightradar24 ha segnalato che almeno 12 voli internazionali erano in attesa, circa da due a quattro ore, di un gate per il decollo.

La ‘bomb cyclone’ che ha colpito il nord-est degli #StatiUniti mette in ginocchio anche i terminal. E @Alitalia subisce le critiche dei viaggiatori #maltempo https://t.co/tULdP63UGS

— la Repubblica (@repubblica) 7 gennaio 2018

I passeggeri si sono lamentati di rimanere bloccati sull’asfalto per ore e poi di fronte a lunghi ritardi nel ritiro bagagli che ha reso il viaggio, in particolare con i bambini o gli anziani, una pena. Diversi voli transatlantici hanno semplicemente rinunciato e sono tornati alla base, compreso un volo Aeroflot da Mosca che ha fatto ritorno sull’Islanda. Un volo Norwegian Air da Londra è stato dirottato sulla Stewart International, a 70 miglia (112 chilometri) a nord di Manhattan, mentre Flightradar 24 ha dichiarato che un volo della Japan Airlines da Tokyo è stato dirottato a Boston. In aggiunta al caos, un aereo della China Southern Airlines e uno della Kuwait Airways si sono tagliati le ali l’un l’altro al Terminal 4 del JFK, venerdì, causando danni a entrambi gli aerei ma senza feriti.

Causa maltempo negli USA, i voli da/per/via New York e Boston potrebbero subire variazioni. Controlla lo stato del tuo volo su https://t.co/DLHsL8QUda. Per info e repro contatta il numero verde 800650055 (+39 0665649 dall’estero) o visita https://t.co/9BNqlIL6fB pic.twitter.com/B2cy6R77Hh

— Alitalia (@Alitalia) 5 gennaio 2018

Tantissimi i disagi anche per gli italiani di ritorno dalle vacanze, spesso rimasti bloccati in aeroporto senza informazioni e assistenza. Lo scrive Il Corriere della Sera. “La polemica è scoppiata su Twitter, dove i viaggiatori hanno postato foto di file e bivacchi in aeroporto. E in particolare le critiche sono piovute su Alitalia, che secondo alcuni utenti avrebbe gestito male la situazione. Caos anche per i rientri: impossibile trovare un volo per andare a New York prima di mercoledì, e le proteste sono partite anche da chi è appena atterrato al Jfk, e si è ritrovato ad aspettare per ore di scendere dall’aereo e poi di recuperare i bagagli. Un’ondata di voli riprogrammati dopo la tempesta, combinata con gravi danni provocati dalle tempeste alle attrezzature, ha causato ritardi nell’ottenere gli aerei e i passeggeri agli imbarchi”. ​

Abbandonati letteralmente dalla compagnia numero uno italiana #Alitalia!I sudetti sono riusciti a non darci alcuna informazione utile per raggiungere l’aeroporto JFK e sopratutto nn ci rimborsano nulla.nemmeno il pullman per raggiungere l’aeroporto!@Alitalia @PiazzapulitaLA7 pic.twitter.com/M0HpE0ikEW

— Simone Albano (@Simonealban0) 5 gennaio 2018

L’ufficio stampa Alitalia fa sapere che sabato sono stati 400 i passeggeri coinvolti all’aeroporto Jfk, tutti assistiti e già riprotetti su voli successivi. “Per assicurare tempi il più possible ridotti per la riprotezione i passeggeri sono stati ricollocati non solo sui voli dei parner Skyteam ma anche di AirCanada a spese della compagnia. Questo per garantire che i passeggeri facessero ritorno in Italia il prima possibile”. È stato inoltre mandato a New York un Boeing 777 per riproteggere eventuali passeggeri che non sono riusciti a salire sui voli già previsti.

Lo spin dei giornalini in questi giorni è: gettare vergogna su #Alitalia.

Per cose che ovviamente capitano a tutte le compagnie.

Il fine sarebbe quello di aiutare l’opinione pubblica a digerire la svendita della compagnia di bandiera italiana ai tedeschi.

Marchettari. pic.twitter.com/uXlDPMK6nq

— coffeegrinder (@_coffeegrinder_) 7 gennaio 2018

A New York, il National Weather Service ha registrato temperature record più basse per il giorno in ciascuno dei suoi siti climatici, ad eccezione di Central Park, con temperature di circa 25 gradi sotto il normale. Le previsioni indicano che le temperature al di sotto della norma continueranno probabilmente all’inizio della prossima settimana, con previsioni di pioggia gelata dal Kansas al Tennessee, e che il ghiaccio potrebbe complicare il trasporto su strada. 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.