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Cape Canaveral, incidente minaccia industria spaziale di Israele 

Cape Canaveral – Mette a rischio lo sviluppo dell’industria aerospaziale israeliana l’incidente di Cape Canaveral in cui è andato distrutto il satellite Amos-6 da 200 milioni di dollari, finanziato anche da Facebook perchè avrebbe dovuto fornire connessioni Internet all’Africa sub-sahariana. “Nel migliore dei casi, se SpaceCom si riprende da questo colpo e può finanziare un nuovo satellite, dovremo attendere due anni e mezzo”, ha spiegato il presidente dell’agenzia spaziale israeliana, Isaac Ben Yisrael. “Nel peggiore, potrebbe essere il colpo di grazia a SpaceCom, che doveva essere venduta a un gruppo cinese con l’operazione che ora è in forse così come il futuro delle comunicazioni satellitari in Israele”. Era di pochi giorni fa, infatti, l’annuncio che provider satellitare israeliano SpaceCom stava per essere acquisito dal gruppo cinese Beijing Xinwei Technology per 285 milioni di dollari (250 milioni di euro).
 
Nell’esplosione di Cape Canaveral, in Florida, è andato distrutto il lanciatore Falcon della Space X, a tre giorni dal lancio con cui doveva mettere in orbita Amos-6. Il satellite israeliano faceva parte del progetto Internet.org di Mark Zuckerberg per rendere accessibile Internet nei Paesi in via di sviluppo.
 
L’esplosione è avvenuta sulla rampa di lancio 40 di Cape Canaveral, di proprietà dell’Air Force americana, nel corso di una prova a terra della durata di 7 minuti per verificare le condizioni del vettore in vista del lancio. L’incidente sarebbe avvenuto durante il conto alla rovescia per l’accensione dei nove motori Merlin 1D del Falcon, un test che la Space X di Elon Musk conduce di routine prima di ogni lancio. Il propellente era stato caricato, ma non era stata ancora raggiunta la pressione  voluta, e la struttura di sostegno del Falcon 9 aveva cominciato ad aprirsi, come accade poco prima di un lancio. (AGI)
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